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Marino Lenci (1874-1939) - Cane pechinese
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Marino Lenci (1874-1939) - Cane pechinese

Bella opera del pittore Marino Lenci. (Napoli, 1874 - Napoli, 1939) raffigurante un bel cane pechinese dipinto con la tecnica del pastello su cartoncino in buono stato di conservazione. L'opera misura cm 30x30 La cornice è originale dell'epoca ed ha il suo vetro protettivo originale. MARINO LENCI nacque nel 1874 a Napoli, dove morì nel 1939. Dopo essere stato impiegato di banca si iscrisse all’Istituto di Belle Arti di Napoli che frequentò sino all’ultimo anno di pittura, avendo per maestro Michele Cammarano. Fu allievo di Filippo Palizzi e di Domenico Morelli e successivamente consolidò le sue esperienze sotto la guida di Luigi Nono a Venezia, dove si trasferì per un periodo. Ritornato a Napoli partecipò all’emancipazione della gioventù artistica napoletana collaborando alla I Esposizione Giovanile che segnò il risveglio del movimento artistico napoletano. Fu insegnante di ginnastica, giornalista ed insegnò disegno ai figli del console di Turchia a Napoli. Nella sua giovinezza fu abile ginnasta tanto che a Napoli fu tra i primi ad usare la bicicletta; Marino Lenci non osava andare per le vie della città perché i vigili non permettevano alle bici di passare tra i pedoni. Ma il nome di Marino Lenci è legato anche ad esercizi ginnici che meritano uno speciale ricordo perché allora egli con pochi compagni, in una palestra di Via Misericordiella, a Piazza Cavour, si preparava a presentarsi a Genova nel grande torneo sportivo che faceva parte della festa commemorativa per la scoperta dell’America nel 1892. La ginnastica napoletana era rappresentata allora dal maestro La Pegna, e accanto a lui, Casavola e Orefice. A Genova il gruppo di ginnasti napoletani fu costituito da questi quattro uomini allenati da un caporale; essi conquistarono numerose medaglie ed interessarono la stampa genovese ed italiana. Dal 1904, e per cinque anni, fu corrispondente da Venezia del quotidiano Don Marzio e della rivista mensile Pro Arte. Fu anche redattore del giornale Il Paese e corrispondente dello stesso alla Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino. Consacratosi, in seguito, completamente all’Arte, con tocco delicato e sensibile dipinse quadri di figure e di genere vario, ma soprattutto predilesse il mondo degli animali, che trattò con tocco camosciato, essendo un vero maestro del pastello. Il Lenci partecipò a poche esposizioni tra personali e collettive. Tenne le seguenti Personali: Sede dell’Unione Giornalisti, Napoli 1921; Sala Ducrot, Napoli 1924; Foyer del Teatro nazionale, Roma 1925; Galleria Corot, Torino 1927; Galleria Verri, Milano 1928; Circolo Artistico, Bari 1929; Circolo artistico, Catania 1930; Sala Paola di Giulio Parisio, Napoli 1931; Sala La Permanente nella Villa Comunale, Retrospettiva a Napoli, 1940. Ha partecipato alle seguenti collettive: Esposizione Interazionale di Belle Arti per la inaugurazione del nuovo Valico del Sempione, Milano 1906; Promotrice Salvator Rosa, Napoli 1912/27; Esposizione nazionale di Belle Arti, Napoli 1915; Mostra in Villa Lucia al Vomero, con Gemito, Casciaro, Pratella, Cifariello, Irolli, Villani ed altri, Napoli 1917. Provenienza mercato antiquario Italiano Spedizione rapida con imballo sicuro

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Bella opera del pittore Marino Lenci. (Napoli, 1874 - Napoli, 1939) raffigurante un bel cane pechinese dipinto con la tecnica del pastello su cartoncino in buono stato di conservazione.
L'opera misura cm 30x30
La cornice è originale dell'epoca ed ha il suo vetro protettivo originale.
MARINO LENCI nacque nel 1874 a Napoli, dove morì nel 1939. Dopo essere stato impiegato di banca si iscrisse all’Istituto di Belle Arti di Napoli che frequentò sino all’ultimo anno di pittura, avendo per maestro Michele Cammarano. Fu allievo di Filippo Palizzi e di Domenico Morelli e successivamente consolidò le sue esperienze sotto la guida di Luigi Nono a Venezia, dove si trasferì per un periodo. Ritornato a Napoli partecipò all’emancipazione della gioventù artistica napoletana collaborando alla I Esposizione Giovanile che segnò il risveglio del movimento artistico napoletano. Fu insegnante di ginnastica, giornalista ed insegnò disegno ai figli del console di Turchia a Napoli. Nella sua giovinezza fu abile ginnasta tanto che a Napoli fu tra i primi ad usare la bicicletta; Marino Lenci non osava andare per le vie della città perché i vigili non permettevano alle bici di passare tra i pedoni. Ma il nome di Marino Lenci è legato anche ad esercizi ginnici che meritano uno speciale ricordo perché allora egli con pochi compagni, in una palestra di Via Misericordiella, a Piazza Cavour, si preparava a presentarsi a Genova nel grande torneo sportivo che faceva parte della festa commemorativa per la scoperta dell’America nel 1892. La ginnastica napoletana era rappresentata allora dal maestro La Pegna, e accanto a lui, Casavola e Orefice. A Genova il gruppo di ginnasti napoletani fu costituito da questi quattro uomini allenati da un caporale; essi conquistarono numerose medaglie ed interessarono la stampa genovese ed italiana. Dal 1904, e per cinque anni, fu corrispondente da Venezia del quotidiano Don Marzio e della rivista mensile Pro Arte. Fu anche redattore del giornale Il Paese e corrispondente dello stesso alla Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino. Consacratosi, in seguito, completamente all’Arte, con tocco delicato e sensibile dipinse quadri di figure e di genere vario, ma soprattutto predilesse il mondo degli animali, che trattò con tocco camosciato, essendo un vero maestro del pastello. Il Lenci partecipò a poche esposizioni tra personali e collettive. Tenne le seguenti Personali: Sede dell’Unione Giornalisti, Napoli 1921; Sala Ducrot, Napoli 1924; Foyer del Teatro nazionale, Roma 1925; Galleria Corot, Torino 1927; Galleria Verri, Milano 1928; Circolo Artistico, Bari 1929; Circolo artistico, Catania 1930; Sala Paola di Giulio Parisio, Napoli 1931; Sala La Permanente nella Villa Comunale, Retrospettiva a Napoli, 1940. Ha partecipato alle seguenti collettive: Esposizione Interazionale di Belle Arti per la inaugurazione del nuovo Valico del Sempione, Milano 1906; Promotrice Salvator Rosa, Napoli 1912/27; Esposizione nazionale di Belle Arti, Napoli 1915; Mostra in Villa Lucia al Vomero, con Gemito, Casciaro, Pratella, Cifariello, Irolli, Villani ed altri, Napoli 1917.
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