Nr. 100246892

Mario Mirko Vucetich (1898-1975) - Aeropittura futurista
Nr. 100246892

Mario Mirko Vucetich (1898-1975) - Aeropittura futurista
N.1 aeropittura futurista di Mario Mirko Vucetich (1898-1975).
tecnica: carboncino
supporto: carta ben squadrata con retro bianco
firma: firmato a mano in basso a dx
anno: 1921
dimensioni: 31 x 20,5 cm
stato: buono con alcune macchie di ruggine in alto a sx e leggere mancanze ai bordi
Pezzo unico! Non multiplo, originale d'epoca.
Cornice non fornita, foto con cornice solo dimostrativa.
Spedisco in robusto pacco piano tracciato.
Mario Mirko Vucetich (Bologna, 9 gennaio 1898 – Vicenza, 6 marzo 1975) è stato un artista e architetto italiano che ha operato nel periodo tra modernismo, futurismo e novecentismo.
Nel 1917 ottenne la cattedra in Disegno architettonico del Real Istituto di Belle Arti a Napoli.
Nel 1919, assunto come architetto comunale a Gorizia, iniziò a frequentare i circoli futuristi. Nello stesso anno redasse, insieme a Sonofrio Pocarini, il Manifesto del movimento futurista giuliano, pubblicato sull'Eco dell'Isonzo e sul Roma futurista.
Trasferito nel 1920 al Comune di Vittorio Veneto, svolse servizio presso il Ministero delle Terre Liberate. Dopo lo scioglimento del dicastero, che avvenne l'anno seguente, continuò le sue attività a Bologna, Venezia, infine a Roma.
Nel 1923 vinse in un primo concorso emiliano di Decorazione nell'ambito del Pensionato Artistico Nazionale, e in una seconda prova del 1925 in Architettura. Nel 1928 partecipò al concorso curlandese per il "Padiglione della Mostra Coloniale" indetto dall'Accademia di Belle Arti bolognese.
Nel maggio 1929 partì per New York, dove risiedette per due anni, e lavorò come aiuto regista e direttore all'allestimento al Forhtysecond Street Theatre,[2] con Henry Dreyfuss (1930), e al Roxy Theatre (1931).
Rimpatriò nel 1932 ristabilendosi nella capitale aprì uno studio a Valle Giulia, e riprese con successo le sue attività sceniche, allestendo numerosi spettacoli teatrali. Durante il secondo conflitto mondiale lasciò Roma per rifugiarsi a Siena, occupato all'Accademia Musicale Chigiana. Si trasferì poi a Vicenza restandovi oltre la fine della guerra, e lavorandovi per il resto dei suoi giorni. Nel 1954 scrisse la scenografia, i testi e fece la regia della "Partita a Scacchi a Personaggi Viventi" di Marostica che diresse sino alla metà degli anni settanta.
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