Fregoso - De dictis factisque - 1509






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Battista Fregoso, De dictis factisque memorabilibus collectanea, Erstausgabe auf Latein, gedruckt in Mailand 1509 von Iacobus Ferrarius, Ganzledergebunden, 672 Seiten, 31 x 22 cm, in gutem Zustand.
Vom Verkäufer bereitgestellte Beschreibung
Fregoso Battista
Baptistae Fulgosi de dictis factisque memorabilibus collectanea: a Camillo Gilino latina facta.
Mediolani (Milano) - 1509 -
Iacobus Ferrarius
(336) c.
Sign: A6 a-x8 y6 z-2f8 2g-2k6-8 2l-2m6
2n-2q8 2r-2v8-6
In folio - 31 X 22 cm. -
Caratteri romani.
IMPORTANTE E RARISSIMA OPERA ENCICLOPEDICA DI PREZIOSI ANEDDOTI.
UNO DEI PRIMI LIBRI CHE DOCUMENTANO LA SCOPERTA DELL’ AMERICA.
Editio Princeps, con la traduzione latina dell’ originale manoscritto italiano, mai stampato.
EDIT 16 CNCE 19894
BM STC ITALIANO 1465-1600
ADAMS F 1148
“Ouvrage estime’ et peu commun de cette edition, qui est l’ originale”
BRUNET II, 1421-1422
Copia impreziosita da pregiatissima legatura coeva parlante, in piena pelle, recante il nome dell’ autore, doge della Repubblica di Genova.
Questa raccolta di “detti e fatti memorabili” viene ricordata e celebrata soprattutto per la presenza di un passo su Cristoforo Colombo
(c. 212v).
Nella sezione riservata all’ ingegnosita’, Fregoso dedica un titolo al suo connazionale genovese Cristoforo Colombo, lodato per le sue abilità cosmografiche, e che si ritiene abbia raggiunto
l’ India oltre il Gange dopo un viaggio di 31 giorni, “cosa che aveva predetto”.
Nella stessa pagina una sezione e’ dedicata anche a Johannes Gutemberg, a cui viene attribuita la sua “immortale” scoperta nel 1440.
Battista Fregoso, membro della nobile, patrizia e all’ epoca ancora onnipotente famiglia Fregoso o Campo Fregoso della Repubblica di Genova, fu il 30o doge della Repubblica di Genova (dal 1478 al 1483).
Stanco della turbolenta vita politica e militare di continui conflitti tra Genova, Firenze e Milano, si ritirò nel 1485 nel feudo di Novi, punto strategico tra Genova e Milano.
Dal 1486 in poi iniziò a compilare “ detti celebri e gesta esemplari”, che raccolse in italiano volgare.
Morì a Roma nel 1504, dove si era recato per chiedere aiuto a Papa Giulio II.
Lasciò inedito il manoscritto della sua copiosa raccolta di detti e fatti che aveva raccolto in italiano e dedicato al figlio Pietro.
Il giovane Camillo Gilino (Camillo Ghini 1490/1535), che diventerà segretario del duca di Milano e ambasciatore di Milano in Spagna, tradusse quest’ opera in latino, lasciandola stampata proprio a Milano nel 1509.
La raccolta di Fulgoso divenne una fonte inesauribile a cui apprendisti, studiosi, insegnanti e individui litigiosi potevano attingere grazie alla sua ricca e divertente varietà, come dimostrano le numerose edizioni che gli stampatori di Milano, Parigi, Basilea, Colonia etc…dovettero pubblicare per soddisfare un pubblico di lettori così vasto.
L’ opera di Fulgoso, sia nella disposizione dei suoi nove libri, sia nei capitoli in cui e’ organizzata, rappresenta il proseguimento naturale (1500 anni dopo) dell’ opera classica di Valerio Massimo, “Factorum et dictorum memorabilium libri IX”, composta intorno all’ anno 30, con Tiberio imperatore.
Meravigliosa legatura parlante in piena pelle coeva, con il nome dell’ autore, “Baptista Fulgo”,
inciso a secco e dorato al piatto anteriore.
Cornici dorate, con motivi a triangolo e fleurons incisi a secco ai piatti, oltre ad elegante decorazione dorata e incisa al centro dei piatti.
Reindorsatura, probabilmente novecentesca, peraltro ben eseguita, preservando l’ originalità dei piatti.
Piccole integrazioni anche agli angoli.
Buona conservazione degli interni, con carte pressoché pulite e fresche, con sporadiche bruniture e lieve foxing su alcuni quaderni.
Centinaia di piccoli capilettera adornano il testo, con 9 grandi iniziali crible’ a 9 linee, ognuno all’ inizio dei nove libri.
Manoscritti coevi ai tagli (vedi foto).
Interessanti numerose postillature e manicule, probabilmente coeve.
Bel frontespizio di classico sapore incunabolo.
Didascalie novecentesche a lapis, su fogli sciolti.
Sguardie moderne.
Ottima e suggestiva copia postincunabula, completa in ogni sua parte.
COLLAZIONATO. COMPLETO.
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Fregoso Battista
Baptistae Fulgosi de dictis factisque memorabilibus collectanea: a Camillo Gilino latina facta.
Mediolani (Milano) - 1509 -
Iacobus Ferrarius
(336) c.
Sign: A6 a-x8 y6 z-2f8 2g-2k6-8 2l-2m6
2n-2q8 2r-2v8-6
In folio - 31 X 22 cm. -
Caratteri romani.
IMPORTANTE E RARISSIMA OPERA ENCICLOPEDICA DI PREZIOSI ANEDDOTI.
UNO DEI PRIMI LIBRI CHE DOCUMENTANO LA SCOPERTA DELL’ AMERICA.
Editio Princeps, con la traduzione latina dell’ originale manoscritto italiano, mai stampato.
EDIT 16 CNCE 19894
BM STC ITALIANO 1465-1600
ADAMS F 1148
“Ouvrage estime’ et peu commun de cette edition, qui est l’ originale”
BRUNET II, 1421-1422
Copia impreziosita da pregiatissima legatura coeva parlante, in piena pelle, recante il nome dell’ autore, doge della Repubblica di Genova.
Questa raccolta di “detti e fatti memorabili” viene ricordata e celebrata soprattutto per la presenza di un passo su Cristoforo Colombo
(c. 212v).
Nella sezione riservata all’ ingegnosita’, Fregoso dedica un titolo al suo connazionale genovese Cristoforo Colombo, lodato per le sue abilità cosmografiche, e che si ritiene abbia raggiunto
l’ India oltre il Gange dopo un viaggio di 31 giorni, “cosa che aveva predetto”.
Nella stessa pagina una sezione e’ dedicata anche a Johannes Gutemberg, a cui viene attribuita la sua “immortale” scoperta nel 1440.
Battista Fregoso, membro della nobile, patrizia e all’ epoca ancora onnipotente famiglia Fregoso o Campo Fregoso della Repubblica di Genova, fu il 30o doge della Repubblica di Genova (dal 1478 al 1483).
Stanco della turbolenta vita politica e militare di continui conflitti tra Genova, Firenze e Milano, si ritirò nel 1485 nel feudo di Novi, punto strategico tra Genova e Milano.
Dal 1486 in poi iniziò a compilare “ detti celebri e gesta esemplari”, che raccolse in italiano volgare.
Morì a Roma nel 1504, dove si era recato per chiedere aiuto a Papa Giulio II.
Lasciò inedito il manoscritto della sua copiosa raccolta di detti e fatti che aveva raccolto in italiano e dedicato al figlio Pietro.
Il giovane Camillo Gilino (Camillo Ghini 1490/1535), che diventerà segretario del duca di Milano e ambasciatore di Milano in Spagna, tradusse quest’ opera in latino, lasciandola stampata proprio a Milano nel 1509.
La raccolta di Fulgoso divenne una fonte inesauribile a cui apprendisti, studiosi, insegnanti e individui litigiosi potevano attingere grazie alla sua ricca e divertente varietà, come dimostrano le numerose edizioni che gli stampatori di Milano, Parigi, Basilea, Colonia etc…dovettero pubblicare per soddisfare un pubblico di lettori così vasto.
L’ opera di Fulgoso, sia nella disposizione dei suoi nove libri, sia nei capitoli in cui e’ organizzata, rappresenta il proseguimento naturale (1500 anni dopo) dell’ opera classica di Valerio Massimo, “Factorum et dictorum memorabilium libri IX”, composta intorno all’ anno 30, con Tiberio imperatore.
Meravigliosa legatura parlante in piena pelle coeva, con il nome dell’ autore, “Baptista Fulgo”,
inciso a secco e dorato al piatto anteriore.
Cornici dorate, con motivi a triangolo e fleurons incisi a secco ai piatti, oltre ad elegante decorazione dorata e incisa al centro dei piatti.
Reindorsatura, probabilmente novecentesca, peraltro ben eseguita, preservando l’ originalità dei piatti.
Piccole integrazioni anche agli angoli.
Buona conservazione degli interni, con carte pressoché pulite e fresche, con sporadiche bruniture e lieve foxing su alcuni quaderni.
Centinaia di piccoli capilettera adornano il testo, con 9 grandi iniziali crible’ a 9 linee, ognuno all’ inizio dei nove libri.
Manoscritti coevi ai tagli (vedi foto).
Interessanti numerose postillature e manicule, probabilmente coeve.
Bel frontespizio di classico sapore incunabolo.
Didascalie novecentesche a lapis, su fogli sciolti.
Sguardie moderne.
Ottima e suggestiva copia postincunabula, completa in ogni sua parte.
COLLAZIONATO. COMPLETO.
