Reliquiar (2) - Metall, Glas, Textil - 1700–1750, 1800-1850 - Sankt Blasius, Hl. Paschalis Baylon, Franz von Assisi, Philipp Neri






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Vom Verkäufer bereitgestellte Beschreibung
Reliquiario devozionale circolare di epoca ottocentesca, corredato dalla propria autentica ecclesiastica originale datata 2 maggio 1802, ancora conservata insieme alla teca e completa dell’originario sigillo in ceralacca episcopale.
La teca si presenta in una raffinata montatura circolare in ottone dorato con vetro bombato frontale. L’interno è decorato con eleganti applicazioni ornamentali in filigrana metallica dorata su fondo tessile, secondo una tipologia estremamente caratteristica della produzione devozionale italiana dei primi anni del XIX secolo.
Le reliquie, disposte attorno a un motivo centrale cruciforme, sono accompagnate da cartigli manoscritti coevi e risultano associate a importanti santi della tradizione cattolica:
San Biagio (S. Blasii)
San Pasquale Baylon
San Francesco d’Assisi
San Filippo Neri
L’autentica ecclesiastica allegata reca l’intestazione:
Joseph Maria Terzi Cesena
Gratia Episcopus Feretranus
Sanctissimi Domini nostri Papae Praelatus Domesticus
Pontificii Solii Assistens
Il documento appartiene dunque a un contesto ecclesiastico di alto livello legato direttamente alla corte pontificia.
Giuseppe Maria Terzi-Cesena fu infatti Vescovo di Feretra (Montefeltro / San Leo) e titolare di importanti dignità pontificie:
Prelatus Domesticus → prelato domestico del Papa
Pontificii Solii Assistens → assistente al soglio pontificio
titoli concessi esclusivamente a prelati particolarmente vicini alla Curia romana.
Nel testo manoscritto si leggono formule quali:
ex vestibus
ex tunica
ex cingulo
indicanti reliquie “da contatto”, ovvero frammenti provenienti dagli abiti, dalla tunica o dalla cintura attribuiti ai santi menzionati.
Si tratta di una tipologia di reliquia estremamente diffusa nella devozione post-barocca, particolarmente apprezzata per la possibilità di custodire reliquie multiple di santi importanti senza ricorrere a reliquie ossee.
La formula finale del documento:
Dat. Pinnae ex nostro Palatio Episcopali hac die 2 Maii 1802
attesta che l’autentica venne redatta nel palazzo episcopale di Penne il 2 maggio 1802, in piena epoca napoleonica, periodo storico segnato dalla soppressione e riorganizzazione di numerosi ordini religiosi e diocesi dello Stato Pontificio.
Particolarmente importante è la presenza del sigillo in ceralacca rossa originale sul retro della teca, ancora integro e attraversato dai fili serici di chiusura, elemento fondamentale che testimonia la conservazione canonica e l’inviolabilità del reliquiario.
Per coerenza stilistica, materiali, carta, stampa tipografica, calligrafia, sigillo e costruzione della teca, l’insieme appare perfettamente compatibile con una produzione autentica italiana dei primi anni del XIX secolo.
L’oggetto costituisce dunque un significativo esempio di reliquiario devozionale italiano di primo Ottocento, di notevole interesse storico, liturgico e collezionistico.
Reliquiario devozionale circolare di epoca ottocentesca, corredato dalla propria autentica ecclesiastica originale datata 2 maggio 1802, ancora conservata insieme alla teca e completa dell’originario sigillo in ceralacca episcopale.
La teca si presenta in una raffinata montatura circolare in ottone dorato con vetro bombato frontale. L’interno è decorato con eleganti applicazioni ornamentali in filigrana metallica dorata su fondo tessile, secondo una tipologia estremamente caratteristica della produzione devozionale italiana dei primi anni del XIX secolo.
Le reliquie, disposte attorno a un motivo centrale cruciforme, sono accompagnate da cartigli manoscritti coevi e risultano associate a importanti santi della tradizione cattolica:
San Biagio (S. Blasii)
San Pasquale Baylon
San Francesco d’Assisi
San Filippo Neri
L’autentica ecclesiastica allegata reca l’intestazione:
Joseph Maria Terzi Cesena
Gratia Episcopus Feretranus
Sanctissimi Domini nostri Papae Praelatus Domesticus
Pontificii Solii Assistens
Il documento appartiene dunque a un contesto ecclesiastico di alto livello legato direttamente alla corte pontificia.
Giuseppe Maria Terzi-Cesena fu infatti Vescovo di Feretra (Montefeltro / San Leo) e titolare di importanti dignità pontificie:
Prelatus Domesticus → prelato domestico del Papa
Pontificii Solii Assistens → assistente al soglio pontificio
titoli concessi esclusivamente a prelati particolarmente vicini alla Curia romana.
Nel testo manoscritto si leggono formule quali:
ex vestibus
ex tunica
ex cingulo
indicanti reliquie “da contatto”, ovvero frammenti provenienti dagli abiti, dalla tunica o dalla cintura attribuiti ai santi menzionati.
Si tratta di una tipologia di reliquia estremamente diffusa nella devozione post-barocca, particolarmente apprezzata per la possibilità di custodire reliquie multiple di santi importanti senza ricorrere a reliquie ossee.
La formula finale del documento:
Dat. Pinnae ex nostro Palatio Episcopali hac die 2 Maii 1802
attesta che l’autentica venne redatta nel palazzo episcopale di Penne il 2 maggio 1802, in piena epoca napoleonica, periodo storico segnato dalla soppressione e riorganizzazione di numerosi ordini religiosi e diocesi dello Stato Pontificio.
Particolarmente importante è la presenza del sigillo in ceralacca rossa originale sul retro della teca, ancora integro e attraversato dai fili serici di chiusura, elemento fondamentale che testimonia la conservazione canonica e l’inviolabilità del reliquiario.
Per coerenza stilistica, materiali, carta, stampa tipografica, calligrafia, sigillo e costruzione della teca, l’insieme appare perfettamente compatibile con una produzione autentica italiana dei primi anni del XIX secolo.
L’oggetto costituisce dunque un significativo esempio di reliquiario devozionale italiano di primo Ottocento, di notevole interesse storico, liturgico e collezionistico.
