Diego Randazzo - Montagne macchinose

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Egidio Emiliano Bianco
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Montagne macchinose, Ölbild auf MDF-Paneel mit Pumiz-Schicht, in Pink, Blau und Multicolor, zeitgenössische Landschaft, signiert von Diego Randazzo, 36×33×4 cm, Italien, 2026, Originale Edition.

KI-gestützte Zusammenfassung

Vom Verkäufer bereitgestellte Beschreibung

Montagne macchinose
Pittura ad olio su pannello mdf preparato con strato di pietra pomice,
cornice in tessuto Alcantara
36×33x4 cm
2025

----------------------------

Ig: https://www.instagram.com/diego__randazzo/
web site: www.diegorandazzo.com


L’azione dell’appiccicare. Appiccicare uno strato, in questo caso un’immagine, sopra un altro strato di immagine, denota senza dubbio un approccio squisitamente superficiale. Ma se vogliamo guardare più in profondità l’appiccicare è un gesto simbolico rappresentativo di tanti aspetti, diverse posture del contemporaneo.
Nella società dell’apparenza, della finzione e delle immagini è tutto un po’ appiccicato. Quindi ancora artificiale, montato, posticcio. Vi rimando alla definizione di posticcio: ‘Applicato ad arte per sostituire qualcosa di
naturale che manca’. In questa serie irrompe una riflessione sul concetto ampio di realtà. Una realtà che si mostra e si dipana nella sua immediatezza, ma quasi sempre mediata. Non è forse la dimostrazione che, per quanto ci sforziamo di cogliere ancora il vero nelle cose, tutto è ridotto a immagine e apparenza.

bio artista:
Diego Randazzo (Milano 1984) vive tra Milano e Belluno. Consegue la maturità al Liceo Artistico di Brera e si laurea in Scienze dei Beni Culturali con una tesi in ‘Istituzioni di regia’ presso l’Università degli Studi di Milano. Il suo lavoro, articolato su diversi media, è concentrato su alcuni dei principali temi della cultura visuale: l’esperienza dell’immagine, con tutte le sue componenti emotive, evocative, antropologiche e sociali; i dispositivi del guardare, che diventano spesso, a loro volta oggetto/soggetto dell’opera; l’archeologia dei media, intesa come indagine sulle origini tecnologiche dello sguardo moderno e contemporaneo, lo sguardo della macchina, aggiornato sul le più recenti innovazioni (dall’algoritmo alle immagini operative); la dimensione del racconto; l’immersività o – al contrario – la straniazione prodotta dal rapporto con il medium. Sue opere son presenti in collezioni pubbliche e private. Finalista in svariati premi d’Arte contemporanea (The Gifer Festival, Premio Cramum, Arte Laguna, Combat Prize, Premio Ora, Arteam Cup) nel 2023 si aggiudica il primo premio dell’Yicca art prize e riceve la Menzione della Giura al Talent Prize di Insideart Magazine. Nel 2024 la sua installazione #KIDS, tributo alla tragedia dei Piccoli Martiri di Gorla e opera permanente di Casa della Memoria di Milano, rientra nel progetto di mappatura dell’Arte Pubblica realizzata dal Mudec di Milano.Incomincia a lavorare sulle problematiche degli algoritmi già nel 2020 con il progetto ‘Immagini Simili’ – presso la Galleria ADD-art, per la cura di Bianca Trevisan – fino ad oggi, attraverso lo studio dell’Ai come strumento di ricerca visiva ed indagine sociale."}{}{

Der Verkäufer stellt sich vor

Seit jeher bin ich von Bildern und bewegten Bildern neugierig und leidenschaftlich; im Laufe der Jahre hat sich mein Ansatz zu einer uneinordbaren Vision verfeinert, denn genau das Sich-auf-die-Grenzen-Von-Kategorien-Stellen ist die Qualität, durch die ich mich auszeichne. Doch in einer Welt aus Nomenklaturen, Klassifikationen und Gattungen kann ich versuchen, meine Interessen in den folgenden Richtungen zu definieren: – Die Sprachen (Kino, Malerei, Fotografie) und ihre Subversion, oft mit Hinweis auf Unfassbarkeit, Korrumpierbarkeit und Transversalität. Ich stelle mich stets in eine theoretische und technische Reflexion über ihr Statut. – Die Fiktion, das Falsche, das Rätsel, das Subliminale und das Ungesagte in einer raffinierten Suche nach nicht-linearer Erzählung, geprägt von Details und Synekdoche. – Der Vergleich und die Affinitäten zwischen Bildern unterschiedlicher Natur (kinematografisch, malerisch und fotografisch), die oft nebeneinandergestellt werden, um Gruppen und Vielheiten zu bilden. – Die Spurensuche im Gedächtnis, verstanden sowohl als kollektives Gedächtnis (erzählt durch Zeugnisse wie im Werk #KIDS in der Casa della Memoria in Mailand) als auch als Archiv intimer persönlicher Erinnerungen. – Das Spiel: verstanden als Spiel zwischen Sprachen, zwischen Bild und Wort (die Verwendung von Sätzen und Zitaten, die mit KI erstellt wurden) und zwischen zusammengefügten Bildern, die eine ironische und spielerische Verknüpfung erahnen lassen. – Die Technologie und die gesamte technologische Apparatur, stets verbunden mit einer Entwicklung und einer analogen Konzeption. – Die Zeit: Sie manifestiert sich durch eine tiefgehende Reflexion über das bewegte Bild, in der Idee von Sequenz und Verkettungen von verschiedenen Ereignissen und Subjekten. Diego Randazzo
Übersetzt mit Google Übersetzer

Montagne macchinose
Pittura ad olio su pannello mdf preparato con strato di pietra pomice,
cornice in tessuto Alcantara
36×33x4 cm
2025

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Ig: https://www.instagram.com/diego__randazzo/
web site: www.diegorandazzo.com


L’azione dell’appiccicare. Appiccicare uno strato, in questo caso un’immagine, sopra un altro strato di immagine, denota senza dubbio un approccio squisitamente superficiale. Ma se vogliamo guardare più in profondità l’appiccicare è un gesto simbolico rappresentativo di tanti aspetti, diverse posture del contemporaneo.
Nella società dell’apparenza, della finzione e delle immagini è tutto un po’ appiccicato. Quindi ancora artificiale, montato, posticcio. Vi rimando alla definizione di posticcio: ‘Applicato ad arte per sostituire qualcosa di
naturale che manca’. In questa serie irrompe una riflessione sul concetto ampio di realtà. Una realtà che si mostra e si dipana nella sua immediatezza, ma quasi sempre mediata. Non è forse la dimostrazione che, per quanto ci sforziamo di cogliere ancora il vero nelle cose, tutto è ridotto a immagine e apparenza.

bio artista:
Diego Randazzo (Milano 1984) vive tra Milano e Belluno. Consegue la maturità al Liceo Artistico di Brera e si laurea in Scienze dei Beni Culturali con una tesi in ‘Istituzioni di regia’ presso l’Università degli Studi di Milano. Il suo lavoro, articolato su diversi media, è concentrato su alcuni dei principali temi della cultura visuale: l’esperienza dell’immagine, con tutte le sue componenti emotive, evocative, antropologiche e sociali; i dispositivi del guardare, che diventano spesso, a loro volta oggetto/soggetto dell’opera; l’archeologia dei media, intesa come indagine sulle origini tecnologiche dello sguardo moderno e contemporaneo, lo sguardo della macchina, aggiornato sul le più recenti innovazioni (dall’algoritmo alle immagini operative); la dimensione del racconto; l’immersività o – al contrario – la straniazione prodotta dal rapporto con il medium. Sue opere son presenti in collezioni pubbliche e private. Finalista in svariati premi d’Arte contemporanea (The Gifer Festival, Premio Cramum, Arte Laguna, Combat Prize, Premio Ora, Arteam Cup) nel 2023 si aggiudica il primo premio dell’Yicca art prize e riceve la Menzione della Giura al Talent Prize di Insideart Magazine. Nel 2024 la sua installazione #KIDS, tributo alla tragedia dei Piccoli Martiri di Gorla e opera permanente di Casa della Memoria di Milano, rientra nel progetto di mappatura dell’Arte Pubblica realizzata dal Mudec di Milano.Incomincia a lavorare sulle problematiche degli algoritmi già nel 2020 con il progetto ‘Immagini Simili’ – presso la Galleria ADD-art, per la cura di Bianca Trevisan – fino ad oggi, attraverso lo studio dell’Ai come strumento di ricerca visiva ed indagine sociale."}{}{

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Seit jeher bin ich von Bildern und bewegten Bildern neugierig und leidenschaftlich; im Laufe der Jahre hat sich mein Ansatz zu einer uneinordbaren Vision verfeinert, denn genau das Sich-auf-die-Grenzen-Von-Kategorien-Stellen ist die Qualität, durch die ich mich auszeichne. Doch in einer Welt aus Nomenklaturen, Klassifikationen und Gattungen kann ich versuchen, meine Interessen in den folgenden Richtungen zu definieren: – Die Sprachen (Kino, Malerei, Fotografie) und ihre Subversion, oft mit Hinweis auf Unfassbarkeit, Korrumpierbarkeit und Transversalität. Ich stelle mich stets in eine theoretische und technische Reflexion über ihr Statut. – Die Fiktion, das Falsche, das Rätsel, das Subliminale und das Ungesagte in einer raffinierten Suche nach nicht-linearer Erzählung, geprägt von Details und Synekdoche. – Der Vergleich und die Affinitäten zwischen Bildern unterschiedlicher Natur (kinematografisch, malerisch und fotografisch), die oft nebeneinandergestellt werden, um Gruppen und Vielheiten zu bilden. – Die Spurensuche im Gedächtnis, verstanden sowohl als kollektives Gedächtnis (erzählt durch Zeugnisse wie im Werk #KIDS in der Casa della Memoria in Mailand) als auch als Archiv intimer persönlicher Erinnerungen. – Das Spiel: verstanden als Spiel zwischen Sprachen, zwischen Bild und Wort (die Verwendung von Sätzen und Zitaten, die mit KI erstellt wurden) und zwischen zusammengefügten Bildern, die eine ironische und spielerische Verknüpfung erahnen lassen. – Die Technologie und die gesamte technologische Apparatur, stets verbunden mit einer Entwicklung und einer analogen Konzeption. – Die Zeit: Sie manifestiert sich durch eine tiefgehende Reflexion über das bewegte Bild, in der Idee von Sequenz und Verkettungen von verschiedenen Ereignissen und Subjekten. Diego Randazzo
Übersetzt mit Google Übersetzer

Details

Künstler
Diego Randazzo
Angeboten mit Rahmen
Nein
Verkauft von
Direkt vom Künstler
Auflage
Original
Titel des Kunstwerks
Montagne macchinose
Technik
Ölgemälde
Signatur
Signiert
Herkunftsland
Italien
Jahr
2026
Zustand
exzellenter Zustand
Farbe
Blau, Grau, Rosa, Rot, Türkis, mehrfarbig
Höhe
33 cm
Breite
36 cm
Darstellung/Thema
Landschaft
Stil
Zeitgenössisch
Periode
2020 und ff.
Verkauft von
ItalienVerifiziert
3
Verkaufte Objekte
pro

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