Italienische Schule (XVII) - Il giudizio di Paride






Spezialistin für 17. Jahrhundert Alte Meister Gemälde und Zeichnungen mit Auktionshaus-Erfahrung.
401 € | ||
|---|---|---|
381 € | ||
361 € | ||
Käuferschutz auf Catawiki
Ihre Zahlung wird von uns sicher verwahrt, bis Sie Ihr Objekt erhalten.Details ansehen
Trustpilot 4.4 | 142460 Bewertungen
Auf Trustpilot als hervorragend bewertet.
Öl auf Leinwand mit dem Titel Il giudizio di Paride, Schule italiana (XVII), Italien, datiert auf 1670, Maße 59 × 77 cm, unsigniert, inklusive Rahmen verkauft.
Vom Verkäufer bereitgestellte Beschreibung
Scuola Italiana del XVII secolo - Ambito veneto-emiliano
“ Il giudizio di Paride “
- Olio su tela
- Periodo: 1670-1700
- Ambito veneto-emiliano, fine XVII secolo
- Misure: 77 x 59 cm in cornice antica
- Tela: 66,5 x 50 cm
SOGGETTO E ICONOGRAFIA
La scena rappresenta uno degli episodi più celebri della mitologia classica, Il giudizio di Paride, antefatto mitologico della guerra di Troia.
Secondo il racconto, Paride, principe troiano allevato come pastore, viene incaricato di stabilire quale fra Giunone, Minerva e Venere sia la più bella, assegnandole il pomo d’oro. La scelta cadrà su Venere, che gli promette l’amore di Elena.
Nel dipinto il racconto è condensato in un gruppo di quattro protagonisti.
A destra compare Paride, seduto su un masso e avvolto in un ampio panneggio rosso. Il torso nudo e la posa inclinata verso le dee ne sottolineano il ruolo di giudice.
Al centro-sinistra è immediatamente riconoscibile Minerva/Atena, caratterizzata dall’elmo piumato e dalla lunga asta. La presenza dell’elmo costituisce uno degli attributi iconografici tradizionali della dea nel Giudizio di Paride.
Le altre due figure femminili corrispondono a Giunone e Venere. Particolarmente importante è la giovane inginocchiata in primo piano, vista quasi completamente di schiena, la cui torsione costituisce il fulcro formale della composizione.
La figura femminile isolata all’estrema sinistra, accompagnata da un panneggio chiaro, chiude invece la scena secondo un andamento quasi teatrale.
Una piccola figura compare inoltre sul fondo destro, inserita nel paesaggio scuro.
⸻
ANALISI COMPOSITIVA
La costruzione della scena è decisamente studiata.
L’autore dispone i protagonisti secondo una sequenza semicircolare che conduce lo sguardo:
Il movimento culmina nell’incontro tra la figura inginocchiata e Paride.
Molto efficace è il sistema di diagonali contrapposte: l’asta impugnata da Minerva sale verso destra, mentre il corpo della donna inginocchiata introduce una diagonale opposta. Paride completa questa struttura attraverso la forte massa cromatica del panneggio rosso.
La figura inginocchiata costituisce probabilmente l’invenzione più riuscita dell’opera: la schiena illuminata, la torsione del busto e la gamba proiettata diagonalmente nello spazio producono una considerevole profondità.
Non si tratta quindi di una composizione ingenua: dietro l’immagine è riconoscibile una cultura figurativa colta, nutrita della tradizione manierista e post-manierista italiana.
⸻
ANALISI STILISTICA
L’opera conserva diversi elementi derivanti dalla cultura del tardo Manierismo: corpi femminili allungati, teste relativamente piccole, torsioni artificiose, eleganza delle pose e prevalenza della linea sulla descrizione naturalistica.
Allo stesso tempo, il forte contrasto chiaroscurale, la maggiore consistenza delle anatomie e il panneggio rosso di Paride introducono elementi ormai pienamente seicenteschi.
Particolarmente significativi appaiono:
* l’anatomia allungata delle figure femminili;
* i profili piccoli e affilati;
* la figura inginocchiata costruita attraverso una complessa torsione;
* la Minerva quasi statuaria;
* la tavolozza dominata da incarnati chiari emergenti da un fondale molto scuro;
* l’uso del rosso come principale accento cromatico;
* il paesaggio ridotto a quinta scenica.
Nel complesso quindi una cultura figurativa tra tardo manierismo e classicismo seicentesco, più che un linguaggio settecentesco maturo.
⸻
AMBITO ATTRIBUTIVO
La composizione mostra però rapporti con quella vasta cultura pittorica sviluppatasi nell’Italia settentrionale fra la fine del XVI e il XVII secolo, nella quale continuarono a circolare modelli manieristi accanto alle nuove soluzioni classiciste.
È interessante ricordare quanto il Giudizio di Paride sia stato diffuso attraverso dipinti, disegni e soprattutto incisioni. Uno dei prototipi fondamentali fu l’incisione di Marcantonio Raimondi da Raffaello, databile intorno al 1513-14, che ebbe un’enorme fortuna figurativa.
Anche nel Seicento il soggetto rimase particolarmente diffuso: Francesco Albani, ad esempio, ne realizzò una celebre versione intorno al 1650-60.
CORNICE:
Cornice: cornice lignea modanata e dorata, di gusto neoclassico, con ampia gola liscia e battuta interna ornata da motivo continuo a rilievo. Manifattura italiana, fine XVIII – inizi XIX secolo, con doratura interessata da naturali abrasioni, consunzioni e piccole lacune.
STATO DI CONSERVAZIONE – CONDITION REPORT
Supporto:
L’opera risulta sottoposta a foderatura/rintelatura. La tela appare attualmente sufficientemente stabile e regolarmente tensionata. Il telaio è ligneo, di costruzione tradizionale, con traversa centrale verticale.
Superficie pittorica:
Dalle immagini la superficie appare complessivamente stabile. È presente una craquelure diffusa, generalmente coerente con l’invecchiamento della materia pittorica.
Si osservano abrasioni e assottigliamenti localizzati, soprattutto nelle zone scure e nei passaggi più delicati degli incarnati.
Sono plausibili ritocchi e integrazioni pittoriche derivanti da precedenti restauri.
La vernice superficiale sembra presentare un certo grado di alterazione/ossidazione, con conseguente abbassamento dei contrasti e modificazione della leggibilità dei toni più scuri.
Non rilevo dalle fotografie sollevamenti macroscopici o cadute estese della pellicola pittorica.
Stato complessivo
Discreto/buono in rapporto all’età e agli interventi conservativi subiti.
*** Nota fotografica
Alcune immagini fotografiche dell’opera sono state realizzate con l’ausilio di illuminazione e faretti da studio professionali, al fine di consentire una migliore leggibilità della composizione, dei dettagli e della materia pittorica. Tale illuminazione può determinare lievi variazioni nella percezione cromatica e nella luminosità rispetto alla visione diretta dell’opera. Le fotografie hanno finalità esclusivamente illustrative e documentarie.
La cornice viene fornita gratuitamente e in omaggio con l’opera e deve pertanto considerarsi elemento accessorio, non compreso nella valutazione economica del dipinto. In ragione della naturale fragilità delle cornici antiche e dorate, eventuali danni, distacchi, rotture o perdite di parti della cornice verificatisi durante il trasporto o la spedizione non potranno essere oggetto di rimborso, indennizzo o contestazione relativa al valore dell’opera. L’imballaggio sarà comunque predisposto con la massima cura al fine di garantirne, per quanto possibile, un trasporto sicuro.
Spedizione assicurata
Perizia Attributiva Expertise
*** Per questione di interesse storico l’opera non potrà essere spedita al di fuori della comunità europea / spedizione assicurata in cassa di legno
Der Verkäufer stellt sich vor
Scuola Italiana del XVII secolo - Ambito veneto-emiliano
“ Il giudizio di Paride “
- Olio su tela
- Periodo: 1670-1700
- Ambito veneto-emiliano, fine XVII secolo
- Misure: 77 x 59 cm in cornice antica
- Tela: 66,5 x 50 cm
SOGGETTO E ICONOGRAFIA
La scena rappresenta uno degli episodi più celebri della mitologia classica, Il giudizio di Paride, antefatto mitologico della guerra di Troia.
Secondo il racconto, Paride, principe troiano allevato come pastore, viene incaricato di stabilire quale fra Giunone, Minerva e Venere sia la più bella, assegnandole il pomo d’oro. La scelta cadrà su Venere, che gli promette l’amore di Elena.
Nel dipinto il racconto è condensato in un gruppo di quattro protagonisti.
A destra compare Paride, seduto su un masso e avvolto in un ampio panneggio rosso. Il torso nudo e la posa inclinata verso le dee ne sottolineano il ruolo di giudice.
Al centro-sinistra è immediatamente riconoscibile Minerva/Atena, caratterizzata dall’elmo piumato e dalla lunga asta. La presenza dell’elmo costituisce uno degli attributi iconografici tradizionali della dea nel Giudizio di Paride.
Le altre due figure femminili corrispondono a Giunone e Venere. Particolarmente importante è la giovane inginocchiata in primo piano, vista quasi completamente di schiena, la cui torsione costituisce il fulcro formale della composizione.
La figura femminile isolata all’estrema sinistra, accompagnata da un panneggio chiaro, chiude invece la scena secondo un andamento quasi teatrale.
Una piccola figura compare inoltre sul fondo destro, inserita nel paesaggio scuro.
⸻
ANALISI COMPOSITIVA
La costruzione della scena è decisamente studiata.
L’autore dispone i protagonisti secondo una sequenza semicircolare che conduce lo sguardo:
Il movimento culmina nell’incontro tra la figura inginocchiata e Paride.
Molto efficace è il sistema di diagonali contrapposte: l’asta impugnata da Minerva sale verso destra, mentre il corpo della donna inginocchiata introduce una diagonale opposta. Paride completa questa struttura attraverso la forte massa cromatica del panneggio rosso.
La figura inginocchiata costituisce probabilmente l’invenzione più riuscita dell’opera: la schiena illuminata, la torsione del busto e la gamba proiettata diagonalmente nello spazio producono una considerevole profondità.
Non si tratta quindi di una composizione ingenua: dietro l’immagine è riconoscibile una cultura figurativa colta, nutrita della tradizione manierista e post-manierista italiana.
⸻
ANALISI STILISTICA
L’opera conserva diversi elementi derivanti dalla cultura del tardo Manierismo: corpi femminili allungati, teste relativamente piccole, torsioni artificiose, eleganza delle pose e prevalenza della linea sulla descrizione naturalistica.
Allo stesso tempo, il forte contrasto chiaroscurale, la maggiore consistenza delle anatomie e il panneggio rosso di Paride introducono elementi ormai pienamente seicenteschi.
Particolarmente significativi appaiono:
* l’anatomia allungata delle figure femminili;
* i profili piccoli e affilati;
* la figura inginocchiata costruita attraverso una complessa torsione;
* la Minerva quasi statuaria;
* la tavolozza dominata da incarnati chiari emergenti da un fondale molto scuro;
* l’uso del rosso come principale accento cromatico;
* il paesaggio ridotto a quinta scenica.
Nel complesso quindi una cultura figurativa tra tardo manierismo e classicismo seicentesco, più che un linguaggio settecentesco maturo.
⸻
AMBITO ATTRIBUTIVO
La composizione mostra però rapporti con quella vasta cultura pittorica sviluppatasi nell’Italia settentrionale fra la fine del XVI e il XVII secolo, nella quale continuarono a circolare modelli manieristi accanto alle nuove soluzioni classiciste.
È interessante ricordare quanto il Giudizio di Paride sia stato diffuso attraverso dipinti, disegni e soprattutto incisioni. Uno dei prototipi fondamentali fu l’incisione di Marcantonio Raimondi da Raffaello, databile intorno al 1513-14, che ebbe un’enorme fortuna figurativa.
Anche nel Seicento il soggetto rimase particolarmente diffuso: Francesco Albani, ad esempio, ne realizzò una celebre versione intorno al 1650-60.
CORNICE:
Cornice: cornice lignea modanata e dorata, di gusto neoclassico, con ampia gola liscia e battuta interna ornata da motivo continuo a rilievo. Manifattura italiana, fine XVIII – inizi XIX secolo, con doratura interessata da naturali abrasioni, consunzioni e piccole lacune.
STATO DI CONSERVAZIONE – CONDITION REPORT
Supporto:
L’opera risulta sottoposta a foderatura/rintelatura. La tela appare attualmente sufficientemente stabile e regolarmente tensionata. Il telaio è ligneo, di costruzione tradizionale, con traversa centrale verticale.
Superficie pittorica:
Dalle immagini la superficie appare complessivamente stabile. È presente una craquelure diffusa, generalmente coerente con l’invecchiamento della materia pittorica.
Si osservano abrasioni e assottigliamenti localizzati, soprattutto nelle zone scure e nei passaggi più delicati degli incarnati.
Sono plausibili ritocchi e integrazioni pittoriche derivanti da precedenti restauri.
La vernice superficiale sembra presentare un certo grado di alterazione/ossidazione, con conseguente abbassamento dei contrasti e modificazione della leggibilità dei toni più scuri.
Non rilevo dalle fotografie sollevamenti macroscopici o cadute estese della pellicola pittorica.
Stato complessivo
Discreto/buono in rapporto all’età e agli interventi conservativi subiti.
*** Nota fotografica
Alcune immagini fotografiche dell’opera sono state realizzate con l’ausilio di illuminazione e faretti da studio professionali, al fine di consentire una migliore leggibilità della composizione, dei dettagli e della materia pittorica. Tale illuminazione può determinare lievi variazioni nella percezione cromatica e nella luminosità rispetto alla visione diretta dell’opera. Le fotografie hanno finalità esclusivamente illustrative e documentarie.
La cornice viene fornita gratuitamente e in omaggio con l’opera e deve pertanto considerarsi elemento accessorio, non compreso nella valutazione economica del dipinto. In ragione della naturale fragilità delle cornici antiche e dorate, eventuali danni, distacchi, rotture o perdite di parti della cornice verificatisi durante il trasporto o la spedizione non potranno essere oggetto di rimborso, indennizzo o contestazione relativa al valore dell’opera. L’imballaggio sarà comunque predisposto con la massima cura al fine di garantirne, per quanto possibile, un trasporto sicuro.
Spedizione assicurata
Perizia Attributiva Expertise
*** Per questione di interesse storico l’opera non potrà essere spedita al di fuori della comunità europea / spedizione assicurata in cassa di legno
