S-F. Sertorio - Geoponica - 1873





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Vom Verkäufer bereitgestellte Beschreibung
Stefano-Francesco Sertorio
Geoponica oder Traktat der Landwirtschaft
1873
Pp. 99; cm 17,5 × 11,5
Rara ed elegante edizione italiana ottocentesca di un trattato pratico-morale di agricoltura, rilegata in preziosa legatura in pieno cuoio bruno (pelle) con filetti dorati a secco e a oro, piatti e dorso impressi in oro con il grande stemma pontificio (tiara papale sormontata da croce, chiavi decussate di San Pietro, pastorale e croce processionale).
Il dorso reca in lettere dorate: ANTONIO — GEOPONICA.
L’opera, introdotta dalla lettera «Al Lettore», si presenta come un breve ma denso “trattato di agricoltura” (Geoponica) scritto con intento edificante e pratico. L’autore dichiara di publicarlo in un’epoca di proliferazione di opuscoli, confidando che possa giovare soprattutto a chi ama la “divina parola”, spesso citata e collegata alla pratica agricola.
Il testo è articolato in 15 “Capi” (capitoli) numerati, con un indice analitico finale:
• Capo I – Pregi dell’agricoltura (antichità, necessità, naturalità; riferimenti biblici ad Adamo, Caino, Noè e citazioni virgiliane).
• Capo V – Del dissodamento del terreno (con citazione di Ovidio).
• Capo VI – Della concimazione del terreno.
• Capo VII – Della piantagione degli alberi.
• Capo VIII – Della coltivazione degli alberi.
• Capo IX – Degli olivi.
• Capo X – Del bosco.
• Capo XI – Della vite.
• Capo XII – Dei grani.
• Capo XIII – Dei prati.
• Capo XIV – Delle muraglie.
• Capo XV – L’autore dà ragione della brevità del suo opuscolo e lo conclude con insegnamenti morali.
Il trattato mescola precetti agronomici concreti (lavorazione del suolo, concimi, impianti, olivicoltura, viticoltura, cerealicoltura, prati e boschi) con citazioni classiche (Virgilio, Ovidio) e soprattutto bibliche, in una prospettiva cristiana di valorizzazione del lavoro agricolo come attività antica, nobile e moralmente elevata.
Si tratta di un opuscolo di piccola tiratura, tipico della letteratura agraria “edificante” dell’Italia unita, destinato probabilmente a un pubblico di proprietari terrieri, parroci e coltivatori colti. La legatura con stemma pontificio in oro è particolarmente significativa: indica quasi certamente una provenienza vaticana o una copia di presentazione a un alto prelato (o alla Biblioteca Apostolica Vaticana).
Esemplari di questo tipo, con legatura araldica papale intatta e in buono stato di conservazione, sono molto rari sul mercato antiquario.
L’opera unisce valore bibliografico (edizione 1873 di piccolo formato e tiratura limitata) a un forte interesse storico-collezionistico per la storia dell’agricoltura italiana, della cultura cattolica ottocentesca e delle legature araldiche pontificie.
Condizioni: legatura in buono stato complessivo, con normali segni d’uso e abrasioni della pelle tipiche dell’età; dorature ancora ben leggibili; allentato, interno su carta leggermente ingiallita ma completa e leggibile.
Ideale per collezionisti di legature araldiche, di libri vaticani, di storia dell’agricoltura e di piccoli trattati ottocenteschi di rara provenienza.
Stefano-Francesco Sertorio
Geoponica oder Traktat der Landwirtschaft
1873
Pp. 99; cm 17,5 × 11,5
Rara ed elegante edizione italiana ottocentesca di un trattato pratico-morale di agricoltura, rilegata in preziosa legatura in pieno cuoio bruno (pelle) con filetti dorati a secco e a oro, piatti e dorso impressi in oro con il grande stemma pontificio (tiara papale sormontata da croce, chiavi decussate di San Pietro, pastorale e croce processionale).
Il dorso reca in lettere dorate: ANTONIO — GEOPONICA.
L’opera, introdotta dalla lettera «Al Lettore», si presenta come un breve ma denso “trattato di agricoltura” (Geoponica) scritto con intento edificante e pratico. L’autore dichiara di publicarlo in un’epoca di proliferazione di opuscoli, confidando che possa giovare soprattutto a chi ama la “divina parola”, spesso citata e collegata alla pratica agricola.
Il testo è articolato in 15 “Capi” (capitoli) numerati, con un indice analitico finale:
• Capo I – Pregi dell’agricoltura (antichità, necessità, naturalità; riferimenti biblici ad Adamo, Caino, Noè e citazioni virgiliane).
• Capo V – Del dissodamento del terreno (con citazione di Ovidio).
• Capo VI – Della concimazione del terreno.
• Capo VII – Della piantagione degli alberi.
• Capo VIII – Della coltivazione degli alberi.
• Capo IX – Degli olivi.
• Capo X – Del bosco.
• Capo XI – Della vite.
• Capo XII – Dei grani.
• Capo XIII – Dei prati.
• Capo XIV – Delle muraglie.
• Capo XV – L’autore dà ragione della brevità del suo opuscolo e lo conclude con insegnamenti morali.
Il trattato mescola precetti agronomici concreti (lavorazione del suolo, concimi, impianti, olivicoltura, viticoltura, cerealicoltura, prati e boschi) con citazioni classiche (Virgilio, Ovidio) e soprattutto bibliche, in una prospettiva cristiana di valorizzazione del lavoro agricolo come attività antica, nobile e moralmente elevata.
Si tratta di un opuscolo di piccola tiratura, tipico della letteratura agraria “edificante” dell’Italia unita, destinato probabilmente a un pubblico di proprietari terrieri, parroci e coltivatori colti. La legatura con stemma pontificio in oro è particolarmente significativa: indica quasi certamente una provenienza vaticana o una copia di presentazione a un alto prelato (o alla Biblioteca Apostolica Vaticana).
Esemplari di questo tipo, con legatura araldica papale intatta e in buono stato di conservazione, sono molto rari sul mercato antiquario.
L’opera unisce valore bibliografico (edizione 1873 di piccolo formato e tiratura limitata) a un forte interesse storico-collezionistico per la storia dell’agricoltura italiana, della cultura cattolica ottocentesca e delle legature araldiche pontificie.
Condizioni: legatura in buono stato complessivo, con normali segni d’uso e abrasioni della pelle tipiche dell’età; dorature ancora ben leggibili; allentato, interno su carta leggermente ingiallita ma completa e leggibile.
Ideale per collezionisti di legature araldiche, di libri vaticani, di storia dell’agricoltura e di piccoli trattati ottocenteschi di rara provenienza.
