Euclide - De gli Elementi d’Euclide libri quindici - 1619

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Euclide is de auteur van De gli Elementi d’Euclide libri quindici, gedrukt in 1619 te Pesaro door Flaminio Concordia, een Italiaanse hardcover-editie van 556 pagina’s met scholia en illustraties, formaat 28 × 20 cm en in goede staat.

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Beschrijving van de verkoper

Inquadramento dell’opera
Gli Elementi di Euclide costituiscono il testo fondativo della geometria classica e uno dei pilastri della formazione scientifica occidentale: un sistema organico di definizioni, postulati, proposizioni e dimostrazioni che, dal mondo antico al Rinascimento e al Seicento, ha guidato lo sviluppo del metodo deduttivo e ha influenzato in modo diretto architettura, ingegneria, prospettiva, fortificazioni e arti “matematiche”. L’esemplare qui proposto appartiene alla grande tradizione delle edizioni italiane annotate e illustrate, pensate per lo studio e per l’uso pratico.

Contesto storico e culturale dell’opera
Nel primo Seicento l’Europa vive una fase di intensa circolazione dei saperi tecnico-scientifici: le discipline applicate richiedono solide basi geometriche e il testo euclideo rimane il riferimento imprescindibile. In Italia, la trasmissione in volgare assume un valore particolare: rende accessibile un sapere altamente strutturato anche a studenti e professionisti non necessariamente formati sul latino, senza rinunciare al rigore delle dimostrazioni.

Contenuto e struttura
L’opera comprende i quindici libri della tradizione euclidea, con gli scholii antichi e un apparato di commento che accompagna la lettura. I libri I–VI trattano la geometria piana (segmenti, angoli, triangoli, poligoni, parallelismo, aree e proporzioni geometriche); i libri VII–X affrontano teoria dei numeri e proporzioni, includendo la complessa materia degli incommensurabili; i libri XI–XV sono dedicati alla geometria solida e ai poliedri, culminando nella trattazione dei solidi regolari. La disposizione del testo è chiaramente didattica: definizioni e proposizioni con dimostrazioni, sempre sostenute da figure.

L’autore (traduttore e commentatore)
Federico Commandino (1509–1575), matematico e umanista urbinate, è una figura centrale della rinascita degli studi matematici nel Cinquecento. La sua attività di traduttore, revisore e commentatore dei classici greci mirò a restituire testi affidabili e leggibili, unendo competenza filologica e chiarezza espositiva. La versione commandiniana degli Elementi fu tra le più apprezzate per precisione e nitidezza didattica, e la sua fortuna si riflette nelle ristampe seicentesche.

Edizione
Pesaro, appresso Flaminio Concordia, 1619 (MDCXIX), “ad instanza di Gio. Antonio Ingegneri da Fossombrone”, con dedica a Don Federico Feltrio della Rovere, principe d’Urbino. Si tratta della seconda edizione comandiniana in volgare: una ristampa di alto profilo, espressione della cultura scientifica italiana del primo Seicento e della domanda costante di manuali geometrici autorevoli.

Descrizione bibliografica
Autore: Euclide.
Titolo: De gli Elementi d’Euclide libri quindici. Con gli scholii antichi… volgarizzati… e con commentarij illustrati.
Luogo di stampa: Pesaro.
Stampatore/Editore: Flaminio Concordia.
Anno: 1619.
Formato: in folio / in 2°.
Lingua: italiano.
Collazione: 8 cc. nn. + 278 cc. num.
Esemplare: completo in ogni sua parte ad eccezione della bianca preliminare e della bianca finale.

Frontespizio e apparato iconografico
Frontespizio in bella cornice tipografica, con stemma araldico del dedicatario sorretto da due putti e note tipografiche complete. L’apparato illustrativo è di eccezionale utilità: figure geometriche praticamente in ogni pagina, con diagrammi di geometria piana (cerchi, triangoli, poligoni, angoli, proporzioni) e di geometria solida (costruzioni e schemi dei corpi). La presenza costante delle figure rende la lettura scorrevole e “operativa”, come richiesto dalla migliore tradizione dei testi matematici d’età moderna.

Legatura
Legatura ottocentesca in blu, con dorso in mezza pelle decorato da fregi e titolo in oro (“De gli Elementi d’Euclide”). Struttura solida e gradevole, tipica di una legatura di servizio di buona qualità del XIX secolo.

Stato di conservazione
Condizioni generali buone. Carte con bruniture e fioriture/ossidazioni sparse, alternate a carte più pulite; normale patina del tempo. Testo e figure nitidi e leggibili. Margini e pieghe coerenti con l’uso e con l’età; nel complesso esemplare adatto sia alla consultazione sia alla collezione.

Interesse collezionistico
Esemplare di notevole interesse per collezionisti e studiosi di storia della matematica, della scienza e dell’editoria tecnico-didattica italiana. La seconda edizione comandiniana in volgare unisce prestigio storico, grande fruibilità (grazie al corredo figurativo continuo) e forte valore documentario sulla diffusione della geometria euclidea nel Seicento. Titolo ricercato anche da bibliofili legati alla cultura urbinate e roveresca e, più in generale, da chi colleziona classici scientifici in edizione antica.

Inquadramento dell’opera
Gli Elementi di Euclide costituiscono il testo fondativo della geometria classica e uno dei pilastri della formazione scientifica occidentale: un sistema organico di definizioni, postulati, proposizioni e dimostrazioni che, dal mondo antico al Rinascimento e al Seicento, ha guidato lo sviluppo del metodo deduttivo e ha influenzato in modo diretto architettura, ingegneria, prospettiva, fortificazioni e arti “matematiche”. L’esemplare qui proposto appartiene alla grande tradizione delle edizioni italiane annotate e illustrate, pensate per lo studio e per l’uso pratico.

Contesto storico e culturale dell’opera
Nel primo Seicento l’Europa vive una fase di intensa circolazione dei saperi tecnico-scientifici: le discipline applicate richiedono solide basi geometriche e il testo euclideo rimane il riferimento imprescindibile. In Italia, la trasmissione in volgare assume un valore particolare: rende accessibile un sapere altamente strutturato anche a studenti e professionisti non necessariamente formati sul latino, senza rinunciare al rigore delle dimostrazioni.

Contenuto e struttura
L’opera comprende i quindici libri della tradizione euclidea, con gli scholii antichi e un apparato di commento che accompagna la lettura. I libri I–VI trattano la geometria piana (segmenti, angoli, triangoli, poligoni, parallelismo, aree e proporzioni geometriche); i libri VII–X affrontano teoria dei numeri e proporzioni, includendo la complessa materia degli incommensurabili; i libri XI–XV sono dedicati alla geometria solida e ai poliedri, culminando nella trattazione dei solidi regolari. La disposizione del testo è chiaramente didattica: definizioni e proposizioni con dimostrazioni, sempre sostenute da figure.

L’autore (traduttore e commentatore)
Federico Commandino (1509–1575), matematico e umanista urbinate, è una figura centrale della rinascita degli studi matematici nel Cinquecento. La sua attività di traduttore, revisore e commentatore dei classici greci mirò a restituire testi affidabili e leggibili, unendo competenza filologica e chiarezza espositiva. La versione commandiniana degli Elementi fu tra le più apprezzate per precisione e nitidezza didattica, e la sua fortuna si riflette nelle ristampe seicentesche.

Edizione
Pesaro, appresso Flaminio Concordia, 1619 (MDCXIX), “ad instanza di Gio. Antonio Ingegneri da Fossombrone”, con dedica a Don Federico Feltrio della Rovere, principe d’Urbino. Si tratta della seconda edizione comandiniana in volgare: una ristampa di alto profilo, espressione della cultura scientifica italiana del primo Seicento e della domanda costante di manuali geometrici autorevoli.

Descrizione bibliografica
Autore: Euclide.
Titolo: De gli Elementi d’Euclide libri quindici. Con gli scholii antichi… volgarizzati… e con commentarij illustrati.
Luogo di stampa: Pesaro.
Stampatore/Editore: Flaminio Concordia.
Anno: 1619.
Formato: in folio / in 2°.
Lingua: italiano.
Collazione: 8 cc. nn. + 278 cc. num.
Esemplare: completo in ogni sua parte ad eccezione della bianca preliminare e della bianca finale.

Frontespizio e apparato iconografico
Frontespizio in bella cornice tipografica, con stemma araldico del dedicatario sorretto da due putti e note tipografiche complete. L’apparato illustrativo è di eccezionale utilità: figure geometriche praticamente in ogni pagina, con diagrammi di geometria piana (cerchi, triangoli, poligoni, angoli, proporzioni) e di geometria solida (costruzioni e schemi dei corpi). La presenza costante delle figure rende la lettura scorrevole e “operativa”, come richiesto dalla migliore tradizione dei testi matematici d’età moderna.

Legatura
Legatura ottocentesca in blu, con dorso in mezza pelle decorato da fregi e titolo in oro (“De gli Elementi d’Euclide”). Struttura solida e gradevole, tipica di una legatura di servizio di buona qualità del XIX secolo.

Stato di conservazione
Condizioni generali buone. Carte con bruniture e fioriture/ossidazioni sparse, alternate a carte più pulite; normale patina del tempo. Testo e figure nitidi e leggibili. Margini e pieghe coerenti con l’uso e con l’età; nel complesso esemplare adatto sia alla consultazione sia alla collezione.

Interesse collezionistico
Esemplare di notevole interesse per collezionisti e studiosi di storia della matematica, della scienza e dell’editoria tecnico-didattica italiana. La seconda edizione comandiniana in volgare unisce prestigio storico, grande fruibilità (grazie al corredo figurativo continuo) e forte valore documentario sulla diffusione della geometria euclidea nel Seicento. Titolo ricercato anche da bibliofili legati alla cultura urbinate e roveresca e, più in generale, da chi colleziona classici scientifici in edizione antica.

Details

Aantal boeken
1
Onderwerp
Wetenschap, Wiskunde
Boektitel
De gli Elementi d’Euclide libri quindici
Auteur/ Illustrator
Euclide
Staat
Goed
Publicatiejaar oudste item
1619
Hoogte
28 cm
Editie
Andere editie
Breedte
20 cm
Taal
Italiaans
Oorspronkelijke taal
Nee
Uitgever
Falminio concordia
Band
Harde kaft
Aantal pagina‘s.
556
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