Stefani - Specchio del Disinganno - 1751





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DAME, CAVALIERI E CICISBEI: I VIZI DEL SETTECENTO – LA SOCIETÀ ITALIANA MESSA A NUDO
Rara prima edizione, stampata a Roma nel 1751 dalla Stamperia del Chracas presso S. Marco al Corso, di questa curiosa e vivacissima opera dell'abate Stefano Zucchino Stefani, dedicata a Fabrizio Colonna, Gran Connestabile del Regno di Napoli. L'identificazione dell'edizione come prima edizione è confermata dalle registrazioni bibliografiche e da repertori antiquari. Lo Specchio del Disinganno è un singolare trattato morale e di costume costruito come dialogo fra D. Gile, parroco, e Proba, gentildonna, articolato in sei “Vegghie”. Attraverso la conversazione dei due protagonisti Stefani mette sotto accusa le mode e i comportamenti della società contemporanea. L'interesse moderno dell'opera risiede soprattutto nel suo straordinario repertorio di costumi sociali del Settecento. L'indice comprende argomenti quali la moderna legge cavalleresca, i medici, il matrimonio, l'ozio, la gola, l'invidia, l'avarizia, l'educazione, il modo di vestire delle dame, le conversazioni e soprattutto la “Dama e Cicisbeo”, offrendo un'affascinante testimonianza della società italiana del XVIII secolo.
MARKET VALUE
La prima edizione del 1751 è poco comune e appartiene a una fascia collezionistica specialistica. Il presente esemplare conserva un buon interesse bibliografico per la prima edizione, la completezza, il curioso contenuto relativo ai costumi settecenteschi e le annotazioni manoscritte antiche. La valutazione si colloca fra i 300 e 400 euro.
WHY TO BUY
PRIMA EDIZIONE – Rara edizione originale romana del 1751, nello stato iniziale dell’opera con le sei “Vegghie”.
COSTUMI DEL SETTECENTO – Vivace testimonianza su dame, cavalieri, matrimonio, moda, ozio, conversazione e vita mondana.
DAMA E CICISBEO – Affascinante documento sul cicisbeismo e sui rapporti sociali fra aristocratici nell’Italia del XVIII secolo.
ESEMPLARE ANTICO – Legatura in pergamena, fregi xilografici e annotazioni manoscritte d’epoca ne accrescono il fascino collezionistico.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura antica in pergamena chiara, con tracce d'uso, macchie, abrasioni e piccoli difetti agli angoli e alle estremità. Tagli colorati a spruzzo. Carta con bruniture e fioriture fisiologiche, macchie e aloni. Frontespizio completo con fregio tipografico e annotazioni manoscritte antiche al margine inferiore. Presenti capilettera ornati e fregi xilografici. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 16; 196; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
Lo Specchio del Disinganno.
In Roma, Nella Stamperia del Chracas presso S. Marco al Corso, 1751.
Stefani, Stefano Zucchino.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Lo Specchio del Disinganno appartiene alla vasta letteratura morale settecentesca dedicata alla critica della “modernità” dei costumi. Stefani osserva la società attraverso situazioni quotidiane: matrimonio, conversazione, educazione, abbigliamento, rapporti tra uomini e donne, professioni, vita mondana e comportamenti dell'aristocrazia. Particolarmente interessante è la presenza del cicisbeismo, una delle istituzioni sociali più caratteristiche dell'Italia settecentesca: il cavaliere servente che accompagnava pubblicamente una donna sposata diventa parte del quadro polemico dell'autore. L'opera costituisce quindi, oltre che un testo morale, una preziosa fonte sulla storia sociale e sulla vita quotidiana dell'Italia del XVIII secolo. La sua diffusione è inoltre dimostrata dalla presenza del volume in biblioteche settecentesche: un inventario della biblioteca di Giuseppe Valeriano Vannetti registra espressamente lo Specchio del Disinganno, Roma 1751.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Stefano Zucchino Stefani, originario di Lucignano, fu ecclesiastico e autore morale del XVIII secolo. Sul frontespizio della presente edizione si qualifica come Rettore del Venerabile Seminario di Sezze e Accademico Abbozzato. Le testimonianze bibliografiche mostrano una produzione concentrata soprattutto sulla critica morale e sociale. Oltre allo Specchio del Disinganno, sono registrate opere quali I Flagelli di D. Gile divenuto Poeta contro i seguaci del vizio, La causa di D. Sizio ricco avaro e La Bilancia colla quale si pesano i cortigiani.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La presente edizione: Roma – Stamperia del Chracas – 1751 è la prima edizione dello Specchio del Disinganno. Il successo dell'opera fu rapido. Già nel 1752 apparve una nuova edizione dichiaratamente “accresciuta dall'Autore di molte aggiunte, e d'una novella Veglia arricchita”, portando quindi la struttura originale da sei a sette veglie. Sono inoltre documentate edizioni successive, tra cui:
1754 – Venezia, Simone Occhi
1761 – Venezia, Simone Occhi.
La successione di ristampe nell'arco di pochi anni dimostra che il libro conobbe una diffusione significativa nel mercato editoriale italiano settecentesco. La prima romana del 1751, con le originarie sei veglie, rappresenta pertanto lo stato iniziale dell'opera prima degli ampliamenti successivi.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Librinlinea / cataloghi bibliografici italiani – registra Stefano Zucchino Stefani e le edizioni dello Specchio del Disinganno, compresa Roma, Stamperia del Chracas, 1751, oltre alle successive edizioni del 1752, 1754 e 1761.
Bibliothèque Universitaire de Poitiers, Fonds ancien – Petits formats – registra Lo Specchio del disinganno, Roma, Stamperia del Chracas, 1751, e conserva due esemplari della prima edizione.
Liliana De Venuto, La biblioteca di Giuseppe Valeriano Vannetti – documenta la presenza dello Specchio del Disinganno, Roma 1751, in una biblioteca storica settecentesca.
Routledge Research in Early Modern History – bibliografia moderna che cita espressamente Stefani, Stefano Zucchino, Lo specchio del disinganno, Venezia 1754, indicando “1st edn 1751”.
De verkoper stelt zich voor
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DAME, CAVALIERI E CICISBEI: I VIZI DEL SETTECENTO – LA SOCIETÀ ITALIANA MESSA A NUDO
Rara prima edizione, stampata a Roma nel 1751 dalla Stamperia del Chracas presso S. Marco al Corso, di questa curiosa e vivacissima opera dell'abate Stefano Zucchino Stefani, dedicata a Fabrizio Colonna, Gran Connestabile del Regno di Napoli. L'identificazione dell'edizione come prima edizione è confermata dalle registrazioni bibliografiche e da repertori antiquari. Lo Specchio del Disinganno è un singolare trattato morale e di costume costruito come dialogo fra D. Gile, parroco, e Proba, gentildonna, articolato in sei “Vegghie”. Attraverso la conversazione dei due protagonisti Stefani mette sotto accusa le mode e i comportamenti della società contemporanea. L'interesse moderno dell'opera risiede soprattutto nel suo straordinario repertorio di costumi sociali del Settecento. L'indice comprende argomenti quali la moderna legge cavalleresca, i medici, il matrimonio, l'ozio, la gola, l'invidia, l'avarizia, l'educazione, il modo di vestire delle dame, le conversazioni e soprattutto la “Dama e Cicisbeo”, offrendo un'affascinante testimonianza della società italiana del XVIII secolo.
MARKET VALUE
La prima edizione del 1751 è poco comune e appartiene a una fascia collezionistica specialistica. Il presente esemplare conserva un buon interesse bibliografico per la prima edizione, la completezza, il curioso contenuto relativo ai costumi settecenteschi e le annotazioni manoscritte antiche. La valutazione si colloca fra i 300 e 400 euro.
WHY TO BUY
PRIMA EDIZIONE – Rara edizione originale romana del 1751, nello stato iniziale dell’opera con le sei “Vegghie”.
COSTUMI DEL SETTECENTO – Vivace testimonianza su dame, cavalieri, matrimonio, moda, ozio, conversazione e vita mondana.
DAMA E CICISBEO – Affascinante documento sul cicisbeismo e sui rapporti sociali fra aristocratici nell’Italia del XVIII secolo.
ESEMPLARE ANTICO – Legatura in pergamena, fregi xilografici e annotazioni manoscritte d’epoca ne accrescono il fascino collezionistico.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura antica in pergamena chiara, con tracce d'uso, macchie, abrasioni e piccoli difetti agli angoli e alle estremità. Tagli colorati a spruzzo. Carta con bruniture e fioriture fisiologiche, macchie e aloni. Frontespizio completo con fregio tipografico e annotazioni manoscritte antiche al margine inferiore. Presenti capilettera ornati e fregi xilografici. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 16; 196; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
Lo Specchio del Disinganno.
In Roma, Nella Stamperia del Chracas presso S. Marco al Corso, 1751.
Stefani, Stefano Zucchino.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Lo Specchio del Disinganno appartiene alla vasta letteratura morale settecentesca dedicata alla critica della “modernità” dei costumi. Stefani osserva la società attraverso situazioni quotidiane: matrimonio, conversazione, educazione, abbigliamento, rapporti tra uomini e donne, professioni, vita mondana e comportamenti dell'aristocrazia. Particolarmente interessante è la presenza del cicisbeismo, una delle istituzioni sociali più caratteristiche dell'Italia settecentesca: il cavaliere servente che accompagnava pubblicamente una donna sposata diventa parte del quadro polemico dell'autore. L'opera costituisce quindi, oltre che un testo morale, una preziosa fonte sulla storia sociale e sulla vita quotidiana dell'Italia del XVIII secolo. La sua diffusione è inoltre dimostrata dalla presenza del volume in biblioteche settecentesche: un inventario della biblioteca di Giuseppe Valeriano Vannetti registra espressamente lo Specchio del Disinganno, Roma 1751.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Stefano Zucchino Stefani, originario di Lucignano, fu ecclesiastico e autore morale del XVIII secolo. Sul frontespizio della presente edizione si qualifica come Rettore del Venerabile Seminario di Sezze e Accademico Abbozzato. Le testimonianze bibliografiche mostrano una produzione concentrata soprattutto sulla critica morale e sociale. Oltre allo Specchio del Disinganno, sono registrate opere quali I Flagelli di D. Gile divenuto Poeta contro i seguaci del vizio, La causa di D. Sizio ricco avaro e La Bilancia colla quale si pesano i cortigiani.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La presente edizione: Roma – Stamperia del Chracas – 1751 è la prima edizione dello Specchio del Disinganno. Il successo dell'opera fu rapido. Già nel 1752 apparve una nuova edizione dichiaratamente “accresciuta dall'Autore di molte aggiunte, e d'una novella Veglia arricchita”, portando quindi la struttura originale da sei a sette veglie. Sono inoltre documentate edizioni successive, tra cui:
1754 – Venezia, Simone Occhi
1761 – Venezia, Simone Occhi.
La successione di ristampe nell'arco di pochi anni dimostra che il libro conobbe una diffusione significativa nel mercato editoriale italiano settecentesco. La prima romana del 1751, con le originarie sei veglie, rappresenta pertanto lo stato iniziale dell'opera prima degli ampliamenti successivi.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Librinlinea / cataloghi bibliografici italiani – registra Stefano Zucchino Stefani e le edizioni dello Specchio del Disinganno, compresa Roma, Stamperia del Chracas, 1751, oltre alle successive edizioni del 1752, 1754 e 1761.
Bibliothèque Universitaire de Poitiers, Fonds ancien – Petits formats – registra Lo Specchio del disinganno, Roma, Stamperia del Chracas, 1751, e conserva due esemplari della prima edizione.
Liliana De Venuto, La biblioteca di Giuseppe Valeriano Vannetti – documenta la presenza dello Specchio del Disinganno, Roma 1751, in una biblioteca storica settecentesca.
Routledge Research in Early Modern History – bibliografia moderna che cita espressamente Stefani, Stefano Zucchino, Lo specchio del disinganno, Venezia 1754, indicando “1st edn 1751”.

