Nr. 102304398

Verkauft
Schwert - kaskara - Derviches Beja - Sudan  (Ohne mindestpreis)
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€ 145
Vor 6 Wochen

Schwert - kaskara - Derviches Beja - Sudan (Ohne mindestpreis)

Spada Kaskara XIX secolo Completa con la sua custodia originale Lunghezza totale 105 cm Lunghezza lama 1 m Largo lama nel forte 4,3 cm Largo sulla punta 3,5 cm Impugnatura 10 cm Pomo 4,7 cm diametro e 2 cm altezza Peso: 850 gr Marchi sulla lama ben presenti. Pelle lavorata con puntale foderato un pelle di serpente o altro animale?. Anche delle interessanti incisioni con una scritta in arabo che vuole significate: " I principi di Dio sono vicini". Completa di lacci. Bel oggetto completo ed in ottime condizioni. Presenta una vecchia targhetta tonda. Probabilmente reduce d qualche vecchia catalogazione. Nella foto si vede anche un piccolo danno sul retro della custodia dove si allarga l'estremità inferiore. ( Vedete il particolare nella fotografia). Imballo accurato e spedizione tracciata. Un po della sua storia... La Kaskara, arma tipica del Sudan e del Ciad, era un tipo di spada a lama diritta, affilata su ambo i lati. Discende probabilmente dalle antiche spade a lama diritta in forza agli arabi prima della diffusione della scimitarra. Diffusasi nel XVI secolo, era ancora in uso nel XIX, durante le guerre coloniali tra i ribelli sudanesi e l’Impero britannico (v. Guerra Mahdista). La kaskara veniva portata di traverso sulla schiena, in un fodero caratterizzato da un rigonfiamento a spatola in prossimità della punta. La particolare guardia a croce della kaskara, la spada dei guerrieri dervisci, la spada della battaglia di Agordat, si pensa derivi da quella delle spade europee usate dai crociati. L'uso di questa spada si estese anche ai popoli confinanti dove fu imitata generando tipologie affini, come il sief la spada diritta a due fili abissina che altro non è che la kaskara sudanese provvista di fornimento a H, analogo a quello delle sciabole abissine guradè e shotel. Rif. bibliografici: Wills, Chuck (2006), Weaponry: An Illustrated History, Irvington (NY), Hylas Publishing. pp. 90–91. North, Anthony (1989), Swords of Islam, in D. Coe, Michael (1989) [e] Connelly, Petr [a cura di], Swords and Hilt Weapons, New York, Weidenfeld & Nicolson, p. 142. Spring, Christopher (1993), African Arms and Armor, Washington D.C., Smithsonian Institution

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Spada Kaskara XIX secolo
Completa con la sua custodia originale

Lunghezza totale 105 cm
Lunghezza lama 1 m
Largo lama nel forte 4,3 cm
Largo sulla punta 3,5 cm
Impugnatura 10 cm
Pomo 4,7 cm diametro e 2 cm altezza
Peso: 850 gr

Marchi sulla lama ben presenti. Pelle lavorata con puntale foderato un pelle di serpente o altro animale?. Anche delle interessanti incisioni con una scritta in arabo che vuole significate: " I principi di Dio sono vicini". Completa di lacci. Bel oggetto completo ed in ottime condizioni. Presenta una vecchia targhetta tonda. Probabilmente reduce d qualche vecchia catalogazione. Nella foto si vede anche un piccolo danno sul retro della custodia dove si allarga l'estremità inferiore. ( Vedete il particolare nella fotografia).

Imballo accurato e spedizione tracciata.

Un po della sua storia...

La Kaskara, arma tipica del Sudan e del Ciad, era un tipo di spada a lama diritta, affilata su ambo i lati. Discende probabilmente dalle antiche spade a lama diritta in forza agli arabi prima della diffusione della scimitarra. Diffusasi nel XVI secolo, era ancora in uso nel XIX, durante le guerre coloniali tra i ribelli sudanesi e l’Impero britannico (v. Guerra Mahdista). La kaskara veniva portata di traverso sulla schiena, in un fodero caratterizzato da un rigonfiamento a spatola in prossimità della punta. La particolare guardia a croce della kaskara, la spada dei guerrieri dervisci, la spada della battaglia di Agordat, si pensa derivi da quella delle spade europee usate dai crociati. L'uso di questa spada si estese anche ai popoli confinanti dove fu imitata generando tipologie affini, come il sief la spada diritta a due fili abissina che altro non è che la kaskara sudanese provvista di fornimento a H, analogo a quello delle sciabole abissine guradè e shotel. Rif. bibliografici: Wills, Chuck (2006), Weaponry: An Illustrated History, Irvington (NY), Hylas Publishing. pp. 90–91. North, Anthony (1989), Swords of Islam, in D. Coe, Michael (1989) [e] Connelly, Petr [a cura di], Swords and Hilt Weapons, New York, Weidenfeld & Nicolson, p. 142. Spring, Christopher (1993), African Arms and Armor, Washington D.C., Smithsonian Institution

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