Nr. 105019600

Roberto Carignani (1894-1975) - Gattini con cesto e ciotola
Nr. 105019600

Roberto Carignani (1894-1975) - Gattini con cesto e ciotola
Bellissimo dipinto a pastello su tavola firmato Roberto Carignani (Napoli, 1894-1975) raffigurante tre gattini bianco-tigrati — con manti bicolori beige e grigio, occhi verde brillante e caratteristici nasini rosa-rossi — riuniti davanti a una ciotola smaltata verde, posata su un letto di paglia. Alle loro spalle si erge un grande cesto di vimini rovesciato, reso con una magistrale textura di segni pastosi che ne restituiscono la trama intrecciata. Lo sfondo è trattato in toni profondi e tenebrosi, quasi neri, che accentuano la luminosità delle figure animali in primo piano, secondo una tradizione chiaroscurale di ascendenza seicentesca.
La composizione è equilibrata e narrativa al tempo stesso: i tre soggetti si dispongono a piramide morbida, con sguardi rivolti verso l'osservatore, trasmettendo una sensazione di vivacità trattenuta e di tenera curiosità infantile. La paglia è resa con segni veloci, quasi calligrafici, che contrastano con la morbidezza delle pellicce degli animali, modellate con tocchi morbidi e sfumati.
La tecnica è pienamente padroneggiata: il pastello è usato sia in modo sfregato e blended per le masse tonali (il cesto, il fondo, i corpi dei gatti), sia con tocchi diretti e precisi per le lumeggiature e i dettagli (i baffi, le pupille, i bordi della ciotola). Il risultato è di grande freschezza esecutiva, con una materia pittorica vibrante che ricorda da vicino il lavoro di un pittore di tradizione accademica napoletana che padroneggiava con eguale scioltezza tutte le tecniche grafiche e pittoriche.
Cornice originale in legno dorato intagliato a motivi a ovolo, coeva all'opera, in omaggio; pertanto ogni reclamo riguardante eventuali imperfezioni non sarà accettato.
Roberto Carignani nacque a Napoli nel 1894 e vi morì nel 1975. Si formò all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Michele Cammarano, Edoardo Dalbono, Giuseppe De Sanctis e Vincenzo Volpe — maestri tutti legati alla grande scuola di Domenico Morelli. Espose per la prima volta a Roma, poi a Napoli, dove divenne un pittore molto apprezzato, esordendo accanto a Luigi Crisconio e venendo considerato tra i più promettenti artisti della sua generazione.
Ingegno eclettico e versatile, spaziò in tutte le tecniche pittoriche da vero maestro, lasciando opere significative e rappresentative di un'epoca storica drammatica e sofferta. I dipinti di Carignani figurano nelle più importanti raccolte pubbliche e private come testimoni di un periodo storico che ha lasciato ovunque un segno. Definito l'erede naturale del filone pittorico iberico per uno stile che si richiamava all'arte di El Greco, Velázquez e Goya, Carignani fu influenzato anche dagli insegnamenti di Vincenzo Irolli, del quale assimilò la "pastosità cromatica". Nei suoi primi dipinti emergono la minuziosa conoscenza dell'anatomia, l'amore per i colori forti, e una particolare inclinazione per le scene festose o drammatiche. Lasciò opere importanti anche per committenti ecclesiastici, in diverse chiese napoletane.
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