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Giovan Francesco de Rosa, detto Pacecco (1607–1656) - Adamo ed Eva
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Giovan Francesco de Rosa, detto Pacecco (1607–1656) - Adamo ed Eva

GIOVANNI FRANCESCO DE ROSA, detto PACECCO DE ROSA (Napoli, 1607 – 1656) Adamo ed Eva Olio su tela, cm. 116 x 152 Dimensione cornice cm. 153 x 177 x 7 ca. NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. Opera non firmata. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera con cornice dorata (difetti): Ringraziamo il Prof. Stefano Causa per aver suggerito l'attribuzione a Giovan Francesco de Rosa, detto Pacecco (Napoli, 1607 – 1656). L’opera, inedita e proveniente da un’importante collezione meridionale, illustra un episodio che vede come protagoniste Adamo ed Eva: due personaggi biblici, considerati il primo uomo e la prima donna frutto della creazione nell'ebraismo, nel cristianesimo e nell'islam. La vera storia di Adamo ed Eva è raccontata nella Bibbia, e più precisamente nel libro della Genesi. In questo libro vengono descritti i giorni della Creazione, quando Dio volle dare origine al mondo che conosciamo e a tutto ciò che lo popola. Nell’arco di cinque giorni Egli creò il cielo, la terra, la luce, le stelle, tutti i pesci, gli uccelli e gli animali. Il sesto giorno decise di creare l’Uomo. Questo dipinto risale alla maturità di Pacecco De Rosa, agli anni '40 o '50 del Seicento, ed è stato ricondotto al catalogo del maestro dallo studioso Stefano Causa. Secondo lo storico, il dipinto è un’opera importante e relativamente matura di questo importante maestro del secondo quarto del secolo, formatosi con Filippo Vitale e maturato a contatto delle opere di Massimo Stanzione. Pacecco de Rosa, infatti, tra gli stanzioneschi, occupa un posto di rilievo per la lucentezza delle sue composizioni e per l’eleganza del suo pennello. Da rilevare i rapporti con lo stile di Cesare Fracanzano e le cerchie napoletane del Ribera. Il dipinto evoca un momento intimo e familiare, con Eva e Adamo che si prendono cura dei loro bambini in un ambiente protetto. La scelta di una tavolozza di terre e tonalità neutre contribuisce a creare un'atmosfera calda e avvolgente, sottolineando il legame tra i protagonisti. L'illuminazione proveniente da sinistra mette in risalto i volti, accentuando l’addolcimento delle espressioni e l’intensità dei sentimenti, caratteristiche che rimandano allo stile di un pittore noto per la sua capacità di trasmettere emozioni attraverso il colore e la luce. La scena, ricca di simbolismo e umanità, potrebbe rappresentare un ideale di famiglia e di vita semplice, in cui la cura e l'amore si manifestano nei gesti quotidiani. Parliamo di Pacecco De Rosa, nato nel 1607 e già in grado di cominciare a lavorare, col patrigno Filippo Vitale, nel corso degli anni 1620. Scomparso durante la peste del 1656, Pacecco De Rosa è perlopiù conosciuto per le opere mature e tarde a destinazione privata quando partecipa - se non da protagonista almeno in primissima posizione - a quella fase, ancora tutta da definire, della scena napoletana che lo stesso Stefano, alcuni anni fa, definii del “purismo napoletano”. La tela di media dimensioni richiede una pulizia che restituisca lo splendore cromatico originale, in modo da rendere giustizia della bellezza del dipinto, a seguito di una vernice lucida depositata sulla superfice pittorica, che ne decanta lievemente l’effetto primitivo. Si notano – a luce di Wood – diversi restauri sparsi. A luce solare è visibile una craquelé rapportato all'epoca. Il telaio potrebbe essere stato sostituito all'epoca del rintelo. Le misure della tela sono cm. 116 x 152. Il dipinto risulta impreziosita da una bella cornice dorata (le misure della cornice sono cm. 153 x 177 x 7 ca.). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine." PROVENIENZA: Coll. Privata Siciliana PUBBLICAZIONE:  Inedito;  I MITI E IL TERRITORIO nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, Editore Lab_04, Marsala, 2024. L’opera verrà spedito – in quanto fragile – con cassa di legno e polistirolo e come spedizione extralarge. Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.

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Giovan Francesco de Rosa, detto Pacecco (1607–1656) - Adamo ed Eva

Giovan Francesco de Rosa, detto Pacecco (1607–1656) - Adamo ed Eva

GIOVANNI FRANCESCO DE ROSA,
detto PACECCO DE ROSA
(Napoli, 1607 – 1656)
Adamo ed Eva
Olio su tela, cm. 116 x 152
Dimensione cornice cm. 153 x 177 x 7 ca.


NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. Opera non firmata. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera con cornice dorata (difetti):

Ringraziamo il Prof. Stefano Causa per aver suggerito l'attribuzione a Giovan Francesco de Rosa, detto Pacecco (Napoli, 1607 – 1656).

L’opera, inedita e proveniente da un’importante collezione meridionale, illustra un episodio che vede come protagoniste Adamo ed Eva: due personaggi biblici, considerati il primo uomo e la prima donna frutto della creazione nell'ebraismo, nel cristianesimo e nell'islam. La vera storia di Adamo ed Eva è raccontata nella Bibbia, e più precisamente nel libro della Genesi. In questo libro vengono descritti i giorni della Creazione, quando Dio volle dare origine al mondo che conosciamo e a tutto ciò che lo popola. Nell’arco di cinque giorni Egli creò il cielo, la terra, la luce, le stelle, tutti i pesci, gli uccelli e gli animali. Il sesto giorno decise di creare l’Uomo.
Questo dipinto risale alla maturità di Pacecco De Rosa, agli anni '40 o '50 del Seicento, ed è stato ricondotto al catalogo del maestro dallo studioso Stefano Causa. Secondo lo storico, il dipinto è un’opera importante e relativamente matura di questo importante maestro del secondo quarto del secolo, formatosi con Filippo Vitale e maturato a contatto delle opere di Massimo Stanzione. Pacecco de Rosa, infatti, tra gli stanzioneschi, occupa un posto di rilievo per la lucentezza delle sue composizioni e per l’eleganza del suo pennello. Da rilevare i rapporti con lo stile di Cesare Fracanzano e le cerchie napoletane del Ribera.
Il dipinto evoca un momento intimo e familiare, con Eva e Adamo che si prendono cura dei loro bambini in un ambiente protetto. La scelta di una tavolozza di terre e tonalità neutre contribuisce a creare un'atmosfera calda e avvolgente, sottolineando il legame tra i protagonisti.
L'illuminazione proveniente da sinistra mette in risalto i volti, accentuando l’addolcimento delle espressioni e l’intensità dei sentimenti, caratteristiche che rimandano allo stile di un pittore noto per la sua capacità di trasmettere emozioni attraverso il colore e la luce. La scena, ricca di simbolismo e umanità, potrebbe rappresentare un ideale di famiglia e di vita semplice, in cui la cura e l'amore si manifestano nei gesti quotidiani.
Parliamo di Pacecco De Rosa, nato nel 1607 e già in grado di cominciare a lavorare, col patrigno Filippo Vitale, nel corso degli anni 1620. Scomparso durante la peste del 1656, Pacecco De Rosa è perlopiù conosciuto per le opere mature e tarde a destinazione privata quando partecipa - se non da protagonista almeno in primissima posizione - a quella fase, ancora tutta da definire, della scena napoletana che lo stesso Stefano, alcuni anni fa, definii del “purismo napoletano”.
La tela di media dimensioni richiede una pulizia che restituisca lo splendore cromatico originale, in modo da rendere giustizia della bellezza del dipinto, a seguito di una vernice lucida depositata sulla superfice pittorica, che ne decanta lievemente l’effetto primitivo. Si notano – a luce di Wood – diversi restauri sparsi. A luce solare è visibile una craquelé rapportato all'epoca. Il telaio potrebbe essere stato sostituito all'epoca del rintelo. Le misure della tela sono cm. 116 x 152. Il dipinto risulta impreziosita da una bella cornice dorata (le misure della cornice sono cm. 153 x 177 x 7 ca.). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine."

PROVENIENZA: Coll. Privata Siciliana

PUBBLICAZIONE:
 Inedito;
 I MITI E IL TERRITORIO nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, Editore Lab_04, Marsala, 2024.

L’opera verrà spedito – in quanto fragile – con cassa di legno e polistirolo e come spedizione extralarge. Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.

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Giulia Santoro
Experte
Schätzung  € 15.000 - € 18.000

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