No. 105543342

Pharmacy jar (3) - Wood - Galenic pharmacy boxes
No. 105543342

Pharmacy jar (3) - Wood - Galenic pharmacy boxes
Le scatole proposte sono un tipico reperto di erboristeria o farmacia galenica della seconda metà dell'Ottocento (circa 1850-1890).
È il periodo in cui la chimica farmaceutica iniziava a standardizzare questi sali minerali, ma la distribuzione avveniva ancora in contenitori artigianali in legno prima dell'avvento della latta e del vetro industriale. Presentano tutte una chiusura a incastro e dei chiodini fatti a mano.
Il "sugo di liquirizia" trovato su vecchie scatole di farmacia o erboristeria è il puro estratto concentrato di radice di liquirizia (Glycyrrhiza glabra), spesso venduto in passato sotto forma di panetti neri, bastoncini o pastiglie. Non si tratta di un sugo alimentare, ma di un antico rimedio farmaceutico utilizzato per curare tosse, bronchiti, bruciori di stomaco e infiammazioni del cavo orale.
• Prima della diffusione della latta (fine '800), il sugo di liquirizia veniva spedito dalle fabbriche alle farmacie in cassette di legno di pioppo o faggio. Il farmacista poi vendeva il prodotto a peso, prelevandolo dalla cassa.
• Conservazione ottimale: Il legno era il materiale ideale perché permetteva al "sugo" (che arrivava in pani o panetti duri) di traspirare, evitando che l'umidità lo rendesse appiccicoso o soggetto a muffe, rischio molto alto con i primi contenitori metallici non ancora perfetti.
La scritta "Fiori Solfo" (o Fiori di Zolfo) non si riferisce a fiori botanici, ma a una particolare forma fisica dello zolfo.
Si tratta di zolfo purificato ottenuto per sublimazione (riscaldando lo zolfo grezzo fino a farlo diventare vapore e poi lasciandolo solidificare di nuovo). Il risultato è una polvere gialla finissima e leggera che, al microscopio, ricorda piccoli petali o cristalli, da cui il nome "fiori"
In quell'epoca, lo zolfo era considerato un rimedio quasi universale:
• Uso Dermatologico: Veniva usato per preparare pomate contro la scabbia, la psoriasi e l'acne grazie alle sue proprietà antibatteriche e antifungine.
• Uso Interno: In piccole dosi, era impiegato come lassativo blando o per "purificare il sangue".
• In Agricoltura: Già allora si usava come anticrittogamico (per combattere i funghi delle piante come l'oidio)
La scritta "Solfato Magnesia" (o Solfato di Magnesia) identifica quello che oggi conosciamo comunemente come Sale di Epsom o sale inglese.
Su questa scatola in legno dell'Ottocento, questa dicitura indica uno dei rimedi più diffusi e venduti nelle farmacie dell'epoca.
Il solfato di magnesio era il lassativo per eccellenza. Veniva venduto in cristalli bianchi simili al sale grosso, che venivano sciolti in acqua. Oltre all'effetto purgante, veniva usato per:
• Depurazione: Si credeva "rinfrescasse" l'organismo ed eliminasse le tossine.
• Impacchi: Sciolto in acqua calda, serviva per sgonfiare i piedi o lenire dolori muscolari e infiammazioni cutanee.
• Uso veterinario: Era comunissimo anche per curare i disturbi digestivi del bestiame.
Come per i "Fiori Solfo", il legno era fondamentale perché il solfato di magnesia è igroscopico: assorbe l'umidità dell'aria molto facilmente.
• In una scatola di metallo dell'epoca, il sale avrebbe causato ruggine e si sarebbe trasformato in un blocco compatto e inutilizzabile.
• Il legno (spesso di pioppo o abete) manteneva i cristalli asciutti e pronti per essere pesati sulla bilancia del farmacista.
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