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Pomponio Mela - De Orbis Situ - 1540
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Pomponio Mela - De Orbis Situ - 1540

IL PIU' ANTICO TESTO DI GEOGRAFIA IN LATINO : MONDO, ANTIMONDO, I SEGNI E I CINQUE CIELI Il più antico testo geografico sopravvissuto scritto in latino. Include un ampio commento di Joachim Vadianus. Quest’edizione parigina del 1540 del De Orbis situ di Pomponio Mela rappresenta uno dei momenti più preziosi dell’umanesimo geografico, nel punto esatto in cui l’antica descrizione del mondo entra nel circuito editoriale rinascimentale e dialoga con la nuova scienza cosmografica. La restaurazione testuale di Pedro Juan Oliver e la dedica al potente cardinale Carlo di Lorena collocano il volume in un crocevia di filologia, diplomazia e autorità intellettuale. L’opera, che immaginava la Terra come una sfera suddivisa in regioni climatiche, conserva una visione in bilico tra sapere antico, speculazione pitagorica e metodo umanistico. È uno di quei libri in cui il mondo non è ancora rappresentato dalle carte, ma dalle parole: un territorio verbale in cui l’Antichthon rimane un’ombra concettuale e il Mediterraneo torna ad essere il centro immaginario dell’abitabile. MARKET VALUE Le edizioni cinquecentine di Mela, appaiono oggi meno frequentemente sul mercato rispetto alle più tarde edizioni illustrate. Per l’edizione Roigny 1540 non risultano copie in vendita al momento, mentre le edizioni immediatamente successive oscillano generalmente tra 1.200 e 2.000 euro, con punte superiori per esemplari in legature coeve o provenienze notevoli. La valutazione per un buon esemplare del 1540 si colloca quindi in un intervallo stimabile di 1.800–2.400 euro, con variazioni legate alla freschezza della carta, alla completezza degli apparati e alla qualità della legatura. PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION Legatura settecentesca in pelle con dorso a cassoni e incisioni in oro. Piatto anteriore mancante, sostituito da un cartone. Alcune macchie e gore ma una copia molto solida e ben rilegata. Pagine stampate su carta forte, con inchiostri brillanti. Pp. [26], 196, [56] (2). FULL TITLE AND AUTHOR Pomponii Melae de orbis situ libri tres, accuratissime emendati, unà cu[m] Comme[n]tariis Ioachimi Vadiani Heluetii castigatioribus, & multis in locis auctioribus factis: id quod ca[n]didus lector obiter, & in transcursu facile deprehendet. Adiecta sunt præterea loca aliquot ex Vadiani commentarijs summatim reperita, & obiter explicata: in quibus æstimandis censendisq[ue] doctissimo uiro Ioanni Camerti ordinis Minorum Theologo, cum Ioachimo Vadiano non admodum conuenit. Rursum, Epistola Vadiani, ab eo penè adulescente ad Rudolphum Agricolam iuniorem scripta, non indigna lectu, nec inutili ea capienda, quæ aliubi in Commentarijs suis libare magis, quam lingius explicare uoluit. Parisiis, Apud Ioannem Roigny, in via ad D. Iacobum, sub Basilisco et quator elementis, 1540. Author: Pomponio Mela. CONTEXT AND SIGNIFICANCE Pomponio Mela, originario della Spagna meridionale, compose la sua descrizione del mondo *De Situ Orbis*, la più antica opera geografica latina giunta fino a noi e una delle fonti più importanti di Plinio, intorno all’anno 43 d.C. L’edizione qui considerata, curata dal celebre poeta laureato e studioso di medicina svizzero Joachim von Watt (noto anche come Vadianus) (1484-1551), fu pubblicata per la prima volta in una versione testuale più breve a Vienna nel 1518, ed è la prima analisi critica del *De Situ Orbis*. L’edizione presente, riveduta e ampliata, contiene anche le *scholia* di Vadianus, *Loca aliquot*, in cui egli si oppone al teologo italiano Joannes Camers (ca. 1450-1546), sostenendo l’uso delle più recenti scoperte scientifiche e delle idee moderne per far progredire la comprensione della geografia terrestre. Questo dibattito, definito come un “conflitto tra antichi e moderni”, riflette la metodologia più ampia di Vadianus. Il suo ampio commento al testo di Mela, che assume la forma di un commento continuo stampato tutt’intorno al testo originale, mira a rappresentare la conoscenza contemporanea della geografia terrestre ricorrendo alle recenti scoperte scientifiche, correggendo così alcune vedute antiquate di Mela e mettendo in evidenza gli errori degli autori antichi e medievali. L’edizione contiene anche la celebre epistola di Vadianus a Rudolph Agricola (pubblicata per la prima volta nel 1515), nella quale Vadianus (dopo Martin Waldseemüller) utilizza il nome America per riferirsi al continente appena scoperto. Il De orbis situ, composto intorno al 43–44 d.C., è il più antico trattato geografico latino pervenuto. Organizzato in tre libri, descrive il mondo abitabile secondo la tradizione romana: coste, popoli, fenomeni naturali, regioni climatiche e curiosità antropologiche. Non un atlante ma un repertorio concettuale, che immagina la Terra come una sfera divisa in cinque zone termiche, di cui solo due abitabili. L’Antichthon, la “terra opposta” evocata dai pitagorici, rimane per Mela un’ipotesi oscura e mai verificabile. L’edizione del 1540 si colloca nel rinascimento filologico francese: l’umanista Pedro Juan Oliver recupera, corregge e ristabilisce il testo, integrando passi mancanti e sanando corruzioni. La dedica al cardinale Carlo di Lorena rivela l’aspirazione politica dell’opera, in cui la cartografia antica diventa strumento di autorità culturale. La tradizione rinascimentale di Mela influenzò sia gli umanisti italiani e francesi sia gli atlanti successivi, consentendo un raffronto tra descrizioni romane e scoperte geografiche moderne. BIOGRAPHY OF THE AUTHOR Pomponio Mela (I secolo d.C.) fu il più antico geografo latino conosciuto. Originario della regione iberica, compose il De chorographia in tre libri: una descrizione delle terre che circondano il Mediterraneo e delle regioni note ai Romani, con osservazioni su usi, costumi, clima, fenomeni naturali e città principali. La sua influenza proseguì nel tardo antico e nell’alto medioevo: Plinio il Vecchio utilizzò ampiamente il suo lavoro, mentre Solino, Vibius Sequester e l’Itinerarium Antonini ne dipendono in parte per la nomenclatura geografica. Morì intorno al 43 d.C. PRINTING HISTORY AND CIRCULATION Il testo di Mela fu tramandato in numerosi codici medievali e incontrò una rinascita editoriale a partire dall’umanesimo italiano e francese del XV secolo. Le prime edizioni a stampa risalgono al Quattrocento (1469 ca.–1471), seguite dalle edizioni commentate del primo Cinquecento. L’edizione Roigny 1540 si colloca in una fase chiave, dominata dalla revisione filologica del testo e dalla competizione tipografica tra Lione, Parigi e Venezia. Importanti per confronto le edizioni: Venezia 1471 (una delle prime), Basilea 1530 con apparati eruditi, e le successive edizioni illustrate della seconda metà del Cinquecento. La circolazione dell’edizione Roigny si concentrò soprattutto nelle biblioteche umanistiche francesi e in ambienti ecclesiastici legati ai Lotharingi. BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES Sabin 63960 Adams M 1064. BM STC French, 131. Voet 2082f. Belgica Typographica 2074. Shirley, Mapping the World, 145. Riferimenti alle prime edizioni: IGI 6641; GW M18034 (per le edizioni quattrocentesche). Confronti rinascimentali: Basilea 1530; edizioni illustrate 1552–1582.

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IL PIU' ANTICO TESTO DI GEOGRAFIA IN LATINO : MONDO, ANTIMONDO, I SEGNI E I CINQUE CIELI
Il più antico testo geografico sopravvissuto scritto in latino. Include un ampio commento di Joachim Vadianus.
Quest’edizione parigina del 1540 del De Orbis situ di Pomponio Mela rappresenta uno dei momenti più preziosi dell’umanesimo geografico, nel punto esatto in cui l’antica descrizione del mondo entra nel circuito editoriale rinascimentale e dialoga con la nuova scienza cosmografica. La restaurazione testuale di Pedro Juan Oliver e la dedica al potente cardinale Carlo di Lorena collocano il volume in un crocevia di filologia, diplomazia e autorità intellettuale. L’opera, che immaginava la Terra come una sfera suddivisa in regioni climatiche, conserva una visione in bilico tra sapere antico, speculazione pitagorica e metodo umanistico. È uno di quei libri in cui il mondo non è ancora rappresentato dalle carte, ma dalle parole: un territorio verbale in cui l’Antichthon rimane un’ombra concettuale e il Mediterraneo torna ad essere il centro immaginario dell’abitabile.
MARKET VALUE
Le edizioni cinquecentine di Mela, appaiono oggi meno frequentemente sul mercato rispetto alle più tarde edizioni illustrate. Per l’edizione Roigny 1540 non risultano copie in vendita al momento, mentre le edizioni immediatamente successive oscillano generalmente tra 1.200 e 2.000 euro, con punte superiori per esemplari in legature coeve o provenienze notevoli. La valutazione per un buon esemplare del 1540 si colloca quindi in un intervallo stimabile di 1.800–2.400 euro, con variazioni legate alla freschezza della carta, alla completezza degli apparati e alla qualità della legatura.

PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura settecentesca in pelle con dorso a cassoni e incisioni in oro. Piatto anteriore mancante, sostituito da un cartone. Alcune macchie e gore ma una copia molto solida e ben rilegata. Pagine stampate su carta forte, con inchiostri brillanti. Pp. [26], 196, [56] (2).

FULL TITLE AND AUTHOR
Pomponii Melae de orbis situ libri tres, accuratissime emendati, unà cu[m] Comme[n]tariis Ioachimi Vadiani Heluetii castigatioribus, & multis in locis auctioribus factis: id quod ca[n]didus lector obiter, & in transcursu facile deprehendet. Adiecta sunt præterea loca aliquot ex Vadiani commentarijs summatim reperita, & obiter explicata: in quibus æstimandis censendisq[ue] doctissimo uiro Ioanni Camerti ordinis Minorum Theologo, cum Ioachimo Vadiano non admodum conuenit. Rursum, Epistola Vadiani, ab eo penè adulescente ad Rudolphum Agricolam iuniorem scripta, non indigna lectu, nec inutili ea capienda, quæ aliubi in Commentarijs suis libare magis, quam lingius explicare uoluit.
Parisiis, Apud Ioannem Roigny, in via ad D. Iacobum, sub Basilisco et quator elementis, 1540.
Author: Pomponio Mela.

CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Pomponio Mela, originario della Spagna meridionale, compose la sua descrizione del mondo *De Situ Orbis*, la più antica opera geografica latina giunta fino a noi e una delle fonti più importanti di Plinio, intorno all’anno 43 d.C. L’edizione qui considerata, curata dal celebre poeta laureato e studioso di medicina svizzero Joachim von Watt (noto anche come Vadianus) (1484-1551), fu pubblicata per la prima volta in una versione testuale più breve a Vienna nel 1518, ed è la prima analisi critica del *De Situ Orbis*. L’edizione presente, riveduta e ampliata, contiene anche le *scholia* di Vadianus, *Loca aliquot*, in cui egli si oppone al teologo italiano Joannes Camers (ca. 1450-1546), sostenendo l’uso delle più recenti scoperte scientifiche e delle idee moderne per far progredire la comprensione della geografia terrestre. Questo dibattito, definito come un “conflitto tra antichi e moderni”, riflette la metodologia più ampia di Vadianus.

Il suo ampio commento al testo di Mela, che assume la forma di un commento continuo stampato tutt’intorno al testo originale, mira a rappresentare la conoscenza contemporanea della geografia terrestre ricorrendo alle recenti scoperte scientifiche, correggendo così alcune vedute antiquate di Mela e mettendo in evidenza gli errori degli autori antichi e medievali. L’edizione contiene anche la celebre epistola di Vadianus a Rudolph Agricola (pubblicata per la prima volta nel 1515), nella quale Vadianus (dopo Martin Waldseemüller) utilizza il nome America per riferirsi al continente appena scoperto.

Il De orbis situ, composto intorno al 43–44 d.C., è il più antico trattato geografico latino pervenuto. Organizzato in tre libri, descrive il mondo abitabile secondo la tradizione romana: coste, popoli, fenomeni naturali, regioni climatiche e curiosità antropologiche. Non un atlante ma un repertorio concettuale, che immagina la Terra come una sfera divisa in cinque zone termiche, di cui solo due abitabili. L’Antichthon, la “terra opposta” evocata dai pitagorici, rimane per Mela un’ipotesi oscura e mai verificabile. L’edizione del 1540 si colloca nel rinascimento filologico francese: l’umanista Pedro Juan Oliver recupera, corregge e ristabilisce il testo, integrando passi mancanti e sanando corruzioni. La dedica al cardinale Carlo di Lorena rivela l’aspirazione politica dell’opera, in cui la cartografia antica diventa strumento di autorità culturale. La tradizione rinascimentale di Mela influenzò sia gli umanisti italiani e francesi sia gli atlanti successivi, consentendo un raffronto tra descrizioni romane e scoperte geografiche moderne.

BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Pomponio Mela (I secolo d.C.) fu il più antico geografo latino conosciuto. Originario della regione iberica, compose il De chorographia in tre libri: una descrizione delle terre che circondano il Mediterraneo e delle regioni note ai Romani, con osservazioni su usi, costumi, clima, fenomeni naturali e città principali. La sua influenza proseguì nel tardo antico e nell’alto medioevo: Plinio il Vecchio utilizzò ampiamente il suo lavoro, mentre Solino, Vibius Sequester e l’Itinerarium Antonini ne dipendono in parte per la nomenclatura geografica. Morì intorno al 43 d.C.

PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
Il testo di Mela fu tramandato in numerosi codici medievali e incontrò una rinascita editoriale a partire dall’umanesimo italiano e francese del XV secolo. Le prime edizioni a stampa risalgono al Quattrocento (1469 ca.–1471), seguite dalle edizioni commentate del primo Cinquecento. L’edizione Roigny 1540 si colloca in una fase chiave, dominata dalla revisione filologica del testo e dalla competizione tipografica tra Lione, Parigi e Venezia. Importanti per confronto le edizioni: Venezia 1471 (una delle prime), Basilea 1530 con apparati eruditi, e le successive edizioni illustrate della seconda metà del Cinquecento. La circolazione dell’edizione Roigny si concentrò soprattutto nelle biblioteche umanistiche francesi e in ambienti ecclesiastici legati ai Lotharingi.

BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Sabin 63960
Adams M 1064.
BM STC French, 131.
Voet 2082f.
Belgica Typographica 2074.
Shirley, Mapping the World, 145.
Riferimenti alle prime edizioni: IGI 6641; GW M18034 (per le edizioni quattrocentesche).
Confronti rinascimentali: Basilea 1530; edizioni illustrate 1552–1582.

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