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Giorgi - Interpretatio Veteris Monumenti in Agro Lanuvino - 1737
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Giorgi - Interpretatio Veteris Monumenti in Agro Lanuvino - 1737

[Please note that the background setting in some images was created using AI to present the books in a pleasant environment. These background elements do not alter or affect the true representation and condition of the books] ROME’S LOST CULT OF CYBELE: A RARE 1737 ARCHAEOLOGICAL STUDY Rara dissertazione antiquaria romana dedicata all’interpretazione di un monumento scoperto nel territorio dell’antica Lanuvium. Domenico Giorgi identifica e analizza l’effigie di un Archigallus, alto sacerdote del culto orientale della Magna Mater Cibele. L’opera combina archeologia, epigrafia, religione romana e studio delle fonti classiche in una precoce indagine scientifica sull’antichità. Di particolare pregio la grande calcografia disegnata da Giovanni Domenico Campiglia e incisa da Giovanni Girolamo Frezza. Elegante pubblicazione romana del 1737, completa nelle sue 40 pagine e conservata in carte fresche e croccanti. ABSTRACT Domenico Giorgi, Interpretatio veteris monumenti in agro Lanuvino detecti et in aedes Capitolinas nuper inlati, Roma, Rochus Bernabò, 1737. Interessante e non comune studio archeologico dedicato a un monumento rinvenuto nell’agro di Lanuvio e successivamente trasferito nelle collezioni capitoline. Il reperto raffigura un Archigallus, alto sacerdote della Magna Mater, e offre all’autore l’occasione per una vasta interpretazione antiquaria dei Galli, degli Archigalli e del culto romano di Cibele. L’opera è impreziosita da una raffinata tavola calcografica del monumento, disegnata da Giovanni Domenico Campiglia e incisa da Giovanni Girolamo Frezza nel 1737. MARKET VALUE €350–400. Pubblicazione specialistica settecentesca di buon interesse antiquario, archeologico e storico-religioso, valorizzata dalla provenienza romana del soggetto e soprattutto dalla calcografia firmata Campiglia–Frezza. La completezza delle 40 pagine e la presenza della tavola sono elementi positivi. La legatura moderna limita invece l’interesse per il collezionista orientato all’esemplare integralmente coevo. PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION Legatura successiva in cartonato chiaro. Alla carta A2r illustrazione calcografica raffigurante il monumento dell’Archigallus, disegnata da Giovanni Domenico Campiglia e incisa da Giovanni Girolamo Frezza, entrambi indicati in lastra. Fregio calcografico al frontespizio con mascherone centrale e animali affrontati; ulteriore fregio calcografico a carta A3r; iniziale figurata. Alcune tracce del tempo e piccoli strappi in prossimità della cucitura alle carte B3 e B4. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione. Pp. (2); 40; (2). FULL TITLE AND AUTHOR Interpretatio veteris monumenti in agro Lanuvino. Romae, ex Typographia Rochi Bernabò prope Fontem Trivii, 1737. Domenico Giorgi. CONTEXT AND SIGNIFICANCE L’opera si colloca nel momento decisivo in cui l’antiquaria romana settecentesca cominciava a trasformarsi progressivamente in archeologia scientifica. Giorgi parte dall’esame materiale di un monumento scoperto nell’agro di Lanuvio e trasferito nelle collezioni capitoline per ricostruirne identità, funzione religiosa e contesto culturale. L’effigie viene identificata come quella di un Archigallus, figura sacerdotale legata al culto della Magna Mater, o Cibele, una delle più importanti divinità orientali integrate nella religione romana. Particolare interesse assume il metodo utilizzato: osservazione del reperto, iconografia, iscrizioni e confronto sistematico con autori classici e testimonianze antiquarie. Le pagine fotografate mostrano riferimenti ad Apuleio, Plutarco, Ovidio, Erodoto e ad altri autori utilizzati per interpretare attributi, abbigliamento e pratiche rituali dei sacerdoti di Cibele. Si tratta quindi non semplicemente della descrizione di un’antichità, ma di un piccolo studio monografico sulla religione romana basato sull’interazione fra reperto archeologico e fonti letterarie. BRIEF BIOGRAPHY OF THE AUTHOR Domenico Giorgi, latinizzato Dominicus Georgius, fu un erudito, ecclesiastico e antiquario italiano attivo nella prima metà del XVIII secolo. La sua attività si inserisce nell’ambiente culturale romano caratterizzato dal crescente interesse per epigrafi, monumenti e testimonianze materiali dell’antichità classica. I suoi studi testimoniano il metodo erudito proprio dell’antiquaria settecentesca, fondato sul confronto fra monumenti, iscrizioni, testimonianze iconografiche e letteratura greco-romana. La presente opera fu dedicata al marchese Alessandro Gregorio Capponi, importante collezionista e figura centrale della cultura antiquaria romana del periodo. Il riferimento alle collezioni capitoline colloca inoltre la pubblicazione nel contesto della formazione del Museo Capitolino, aperto al pubblico proprio negli anni Trenta del Settecento. PRINTING HISTORY AND CIRCULATION L’opera fu stampata a Roma nel 1737 presso la tipografia di Rocco Bernabò, situata “prope Fontem Trivii”, nei pressi della Fontana di Trevi. Si presenta come una pubblicazione antiquaria autonoma di appena 40 pagine, destinata principalmente al ristretto ambiente di studiosi, collezionisti ed eruditi interessati alle antichità romane. L’apparato illustrativo assume un'importanza particolare. La tavola reca le firme “I. D. Campiglia delin.” e “H. Frezza sculp. 1737”: Giovanni Domenico Campiglia realizzò il disegno del monumento e Giovanni Girolamo Frezza lo tradusse in incisione. La collaborazione fra disegnatore e incisore conferisce alla pubblicazione un carattere documentario oltre che estetico: l’immagine registra infatti il reperto archeologico e i suoi attributi iconografici quale parte integrante dell’argomentazione di Giorgi. BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES ICCU / SBN, cataloghi del Servizio Bibliotecario Nazionale: Domenico Giorgi, Interpretatio veteris monumenti in agro Lanuvino detecti et in aedes Capitolinas nuper inlati, Romae, ex Typographia Rochi Bernabò, 1737. WorldCat, cataloghi bibliografici internazionali: registrazioni dell’edizione romana del 1737 della Interpretatio veteris monumenti di Domenico Giorgi. Cataloghi bibliografici e antiquari relativi all’archeologia, all’antiquaria romana settecentesca e alla storia delle collezioni capitoline. Giovanni Domenico Campiglia e Giovanni Girolamo Frezza: repertori dell’incisione italiana del XVIII secolo per la tavola calcografica dell’Archigallus.

No. 106862654

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Giorgi - Interpretatio Veteris Monumenti in Agro Lanuvino - 1737

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[Please note that the background setting in some images was created using AI to present the books in a pleasant environment. These background elements do not alter or affect the true representation and condition of the books]

ROME’S LOST CULT OF CYBELE: A RARE 1737 ARCHAEOLOGICAL STUDY
Rara dissertazione antiquaria romana dedicata all’interpretazione di un monumento scoperto nel territorio dell’antica Lanuvium. Domenico Giorgi identifica e analizza l’effigie di un Archigallus, alto sacerdote del culto orientale della Magna Mater Cibele. L’opera combina archeologia, epigrafia, religione romana e studio delle fonti classiche in una precoce indagine scientifica sull’antichità. Di particolare pregio la grande calcografia disegnata da Giovanni Domenico Campiglia e incisa da Giovanni Girolamo Frezza. Elegante pubblicazione romana del 1737, completa nelle sue 40 pagine e conservata in carte fresche e croccanti.

ABSTRACT
Domenico Giorgi, Interpretatio veteris monumenti in agro Lanuvino detecti et in aedes Capitolinas nuper inlati, Roma, Rochus Bernabò, 1737. Interessante e non comune studio archeologico dedicato a un monumento rinvenuto nell’agro di Lanuvio e successivamente trasferito nelle collezioni capitoline. Il reperto raffigura un Archigallus, alto sacerdote della Magna Mater, e offre all’autore l’occasione per una vasta interpretazione antiquaria dei Galli, degli Archigalli e del culto romano di Cibele. L’opera è impreziosita da una raffinata tavola calcografica del monumento, disegnata da Giovanni Domenico Campiglia e incisa da Giovanni Girolamo Frezza nel 1737.

MARKET VALUE
€350–400. Pubblicazione specialistica settecentesca di buon interesse antiquario, archeologico e storico-religioso, valorizzata dalla provenienza romana del soggetto e soprattutto dalla calcografia firmata Campiglia–Frezza. La completezza delle 40 pagine e la presenza della tavola sono elementi positivi. La legatura moderna limita invece l’interesse per il collezionista orientato all’esemplare integralmente coevo.

PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura successiva in cartonato chiaro. Alla carta A2r illustrazione calcografica raffigurante il monumento dell’Archigallus, disegnata da Giovanni Domenico Campiglia e incisa da Giovanni Girolamo Frezza, entrambi indicati in lastra. Fregio calcografico al frontespizio con mascherone centrale e animali affrontati; ulteriore fregio calcografico a carta A3r; iniziale figurata. Alcune tracce del tempo e piccoli strappi in prossimità della cucitura alle carte B3 e B4. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione. Pp. (2); 40; (2).

FULL TITLE AND AUTHOR
Interpretatio veteris monumenti in agro Lanuvino.
Romae, ex Typographia Rochi Bernabò prope Fontem Trivii, 1737.
Domenico Giorgi.

CONTEXT AND SIGNIFICANCE
L’opera si colloca nel momento decisivo in cui l’antiquaria romana settecentesca cominciava a trasformarsi progressivamente in archeologia scientifica. Giorgi parte dall’esame materiale di un monumento scoperto nell’agro di Lanuvio e trasferito nelle collezioni capitoline per ricostruirne identità, funzione religiosa e contesto culturale. L’effigie viene identificata come quella di un Archigallus, figura sacerdotale legata al culto della Magna Mater, o Cibele, una delle più importanti divinità orientali integrate nella religione romana. Particolare interesse assume il metodo utilizzato: osservazione del reperto, iconografia, iscrizioni e confronto sistematico con autori classici e testimonianze antiquarie. Le pagine fotografate mostrano riferimenti ad Apuleio, Plutarco, Ovidio, Erodoto e ad altri autori utilizzati per interpretare attributi, abbigliamento e pratiche rituali dei sacerdoti di Cibele. Si tratta quindi non semplicemente della descrizione di un’antichità, ma di un piccolo studio monografico sulla religione romana basato sull’interazione fra reperto archeologico e fonti letterarie.

BRIEF BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Domenico Giorgi, latinizzato Dominicus Georgius, fu un erudito, ecclesiastico e antiquario italiano attivo nella prima metà del XVIII secolo. La sua attività si inserisce nell’ambiente culturale romano caratterizzato dal crescente interesse per epigrafi, monumenti e testimonianze materiali dell’antichità classica. I suoi studi testimoniano il metodo erudito proprio dell’antiquaria settecentesca, fondato sul confronto fra monumenti, iscrizioni, testimonianze iconografiche e letteratura greco-romana. La presente opera fu dedicata al marchese Alessandro Gregorio Capponi, importante collezionista e figura centrale della cultura antiquaria romana del periodo. Il riferimento alle collezioni capitoline colloca inoltre la pubblicazione nel contesto della formazione del Museo Capitolino, aperto al pubblico proprio negli anni Trenta del Settecento.

PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
L’opera fu stampata a Roma nel 1737 presso la tipografia di Rocco Bernabò, situata “prope Fontem Trivii”, nei pressi della Fontana di Trevi. Si presenta come una pubblicazione antiquaria autonoma di appena 40 pagine, destinata principalmente al ristretto ambiente di studiosi, collezionisti ed eruditi interessati alle antichità romane. L’apparato illustrativo assume un'importanza particolare. La tavola reca le firme “I. D. Campiglia delin.” e “H. Frezza sculp. 1737”: Giovanni Domenico Campiglia realizzò il disegno del monumento e Giovanni Girolamo Frezza lo tradusse in incisione. La collaborazione fra disegnatore e incisore conferisce alla pubblicazione un carattere documentario oltre che estetico: l’immagine registra infatti il reperto archeologico e i suoi attributi iconografici quale parte integrante dell’argomentazione di Giorgi.

BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
ICCU / SBN, cataloghi del Servizio Bibliotecario Nazionale: Domenico Giorgi, Interpretatio veteris monumenti in agro Lanuvino detecti et in aedes Capitolinas nuper inlati, Romae, ex Typographia Rochi Bernabò, 1737.

WorldCat, cataloghi bibliografici internazionali: registrazioni dell’edizione romana del 1737 della Interpretatio veteris monumenti di Domenico Giorgi.

Cataloghi bibliografici e antiquari relativi all’archeologia, all’antiquaria romana settecentesca e alla storia delle collezioni capitoline.

Giovanni Domenico Campiglia e Giovanni Girolamo Frezza: repertori dell’incisione italiana del XVIII secolo per la tavola calcografica dell’Archigallus.

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Ilaria Colombo
Expert
Estimate  € 200 - € 300

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